domenica 13 aprile 2014

13 aprile 2014 a San Possidonio, le foto

di Roberto Roganti 

Qui comincia l'avventura... 
Eravamo partiti in cinque, IO, Claudio, Luca, Gennaro e Antonella, fuoriusciti da un altro circolo culturale modenese dove vigeva impenitente la staticità. C'erano state avvisaglie i mesi precedenti, già dalla fine del 2013, quando in un impeto di "stufisia" me ne ero uscito ad una riunione con un "...ma se il pubblico non viene a vederci, perchè non andiamo noi dal pubblico?...". E qui erano volati strali e invettive in tutte le lingue, come mai uno degli ultimi arrivati osava affrontare il dio supremo, il Presidente in carica, il PADRONE del circolo... "il circolo l'ho creato io ed è mio...". 
Come ero arrivato a questa scandalosa proposta? 
Negli ultimi mesi del 2013 avevamo avuto delle botte di vita, per un'associazione stanca che si trascinava in incontri bimensili di chiacchiere e letture a volte inutili, e in quelle occasioni, forti dell'aggancio al Club Unesco di Reggio Emilia, eravamo stati invitati prima ad un reading a Cadelbosco di Sopra (RE) dove ci siamo presentati tutti in pompa magna (la mia prima volta) e avevamo avuto un solo spettatore. Noi professionalmente abbiamo fatto il nostro spettacolo, abbiamo fatto quello che facevamo sempre, ma in trasferta... 
Passato un mesetto ci abbiamo riprovato, nella profonda bassa, non ricordo se San Felice o Finale Emilia. Fatto sta che lo stesso organizzatore precedente si era sprecato questa volta, ci ha condotti a un reading nella biblioteca comunale la stessa sera in cui a cento metri era convocato tutto il paese per l'inaugurazione della nuova scuola... conclusione, tre spettatori!
E così arriva il 2014, con l'amaro in bocca, poi una sera mi ritorna a mente un servizio di RAI2 dove si parlava di una piccola compagnia di attori di prosa che, in mancanza di un teatro, si erano inventati teatranti a domicilio, e di riffa e di raffa a distanza di qualche mese giravano tutta l'Italia ed erano felici... E io quella sera rivivo alla riunione questa cosa, ma promuovendola per noi. "Nessuno viene a sentirci? Il pubblico latita? Allora perchè non andiamo noi a recitare dove il pubblico c'è già?..." Non lo avessi mai detto, sono stato bersaglio delle più crudeli invettive, praticamente una via di mezzo tra la crocifissione e la gogna sulla pubblica via. Come ho osato dire tali eresie? Il dittatore della congrega mi ha fatto presente che anni addietro lo avevano fatto, che qui e che là con scarsi risultati... Alla fine siamo rimasti che la volta dopo mi avrebbero dato una risposta, alcuni di noi erano entusiasti, ma lo zoccolo duro scandalizzato da tanta tracotanza...
Quindici giorni dopo nessuno si è preso la briga di dire beu sulla proposta, a fine serata sono uscito da quella porta per l'ultima volta. Il giorno dopo quelli che condividevano la mia idea mi hanno telefonato...

Abbiamo cominciato così a trovarci, a mettere le basi. Prima in cinque, poi in sei, sette. Nell'arco di poco tempo ci sono stati ingressi ed uscite, gente probabilmente che si aspettava chissà cosa o che credeva di farsi traghettare senza sudare... alla fine ci siamo preparati per il nostro debutto, che è avvenuto il 13 aprile, a San Possidonio, all'evento Words II - No Facts, Only Words!!. Ci siamo preparati, con incontri e letture fra di noi, tempi voce interpretazioni, tensione alle stelle.
Arriva il giorno fatidico, uno di noi non può e un altro ci abbandona proprio all'esordio, e noi ci presentiamo in cinque, carichi come delle molle. Sapevamo che c'era molta curiosità attorno al nostro gruppo, finora era inusuale che dei poeti si presentassero non come singoli ma come gruppo. E siccome c'era molta aspettativa, noi li abbiamo accontentati, forse è mancata solo la standing ovation, ma le gambe ci tremavano prima e dopo, prima la tensione poi l'adrenalina. 
 Il ritmo della scaletta è l'onda, una poesia a testa, ci siamo sistemati su delle sedie uno di fianco all'altro, breve presentazione con le mani sudaticce che reggevano quell'antologia che avevamo già fatto stampare, dove erano presenti anche coloro che ci avevano abbandonato e non c'erano quelli che li avevano sostituiti. 
A fine esibizione l'applauso liberatorio, e l'adrenalina ha continuato a circolare per altre due ore...