mercoledì 20 maggio 2015

Toulouse Lautrec (Albi 1864 - Saint-André-du-Bois 1901) di Roberto Roganti

di Roberto Roganti

da Wikipedia
Il conte Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa (Albi, 24 novembre 1864 – Saint-André-du-Bois, 9 settembre 1901) è stato un pittore francese, tra le figure più significative dell'arte del tardo Ottocento. Divenne un importante artista post-impressionista, illustratore e litografo e registrò nelle sue opere molti dettagli degli stili di vita bohémien della Parigi di fine Ottocento. Toulouse-Lautrec contribuì anche con un certo numero di illustrazioni per la rivista Le Rire, durante la metà degli anni novanta.
Soffriva di picnodisostosi, una malattia genetica delle ossa, che può portare a manifestazioni cliniche apparentemente simili al nanismo. Toulouse-Lautrec morì a soli 37 anni circa, a causa dell'alcolismo o della sifilide.

da Toulouse-Lautrec, Manifesti, La Tavolozza, A.Mondadori 1965
Dalla pubblicazione avvenuta nel 1864 del primo manifesto illustrato in bianco e nero da Daumier per il grande deposito di carboni d'Ivry, i rapidi e sorprendenti progressi compiuti dalla litografia hanno consentito di stampare in svariate tavole a colori dei facsimili di dipinti autentici. La nuova tecnica chiamata cromolitografia, perfezionata e messa a punto da Jules Chéret (1836-1932), condusse questo artigiano di gran nome alla scoperta del manifesto d'arte a colori. Il suo primo affisso, "La Saxoléine", apparso nel 1886, oltre che rivelarlo artista autentico e a suscitare di colpo l'entusiasmo, offriva agli industriali e ai commercianti un mezzo nuovo ed efficace di pubblicità. La copiosa produzione di Jules Chéret, nella quale si annoverano degli autentici capolavori, conobbe un successo che non venne mai meno e i numerosi imitatori non riuscirono mai ad eguagliarne la fantasia. Se poi Steinlen, Willette, Ibels, Grasset, Mucha... si sono distinti in quest'arte nuova, è d'altronde vero che artigiani privi di gusto la ridussero a un mediocre livello. Fu Lautrec a portare, in questo settore, delle concezioni originali e ardite. L'occasione per utilizzare la nuova tecnica gli fu data dal direttore del Moulin-Rouge, Zidler, che apprezzava il talento del pittore, suo cliente assiduo. Zidler chiese all'artista di eseguire per la sua organizzazione un manifesto destinato a sostituire quello ormai superato di Chéret. Incoraggiato dagli amici, Lautrec affrontò la litografia, tralasciando di occuparsene soltanto alla vigilia della morte. Le sue incisioni comprenderanno 31 manifesti e oltre 450 stampe in nero e a colori.
Il primo "Moulin-Rouge" apparso nel 1891 in numerose copie sui muri di Parigi, fece conoscere il suo nome al grosso pubblico, rivelando di colpo il geniale maestro del manifesto.

 Il divano giapponese
1892. Il piccolo caffè-concerto di rué des Martyrs ispirato all'arte cinese aveva dato a Yvette Guilbert i primi successi. La cantante, nel manifesto, è audacemente rievocata e Lau-trec non ha esitato per necessità compositive a riprodurla con la testa mozza. Il movimento del corpo, le lunghe braccia dai guanti leggendari, ce la propongono nella sua concreta realtà. In compagnia del critico Édouard Desjardins, la danzatrice Jane Avril in abito nero che modella le sue forme gracili, incentra prepotentemente la composizione. Soprannominata "La Melinite" per i movimenti nervosi, l'eccentrica danzatrice, modella assidua di Lautrec, si ritrova in parecchi dipinti. L'impiego raffinato di strumenti musicali appena accennati rivelano in Lautrec l'influenza dell'arte giapponese.

Coriandoli
1894. Questo manifesto è stato creato per diffondere la conoscenza della fabbrica di coriandoli J. e E. Bella di Londra. La graziosa effigie della giovane è "basata sul sorriso alla Jeanne Granier", ci dice Joyant. Il sorriso aveva incantato Lautrec che per lungo tempo lo aveva studiato sintetizzandone l'espressione sulla pietra. Si rivede l'attrice dalla mimica immediata e convincente, "i seni gonfi di talento" come dice Jules Renard nella sua opera su cartone Amanti. Essa viene raffigurata con il compagno Lucien Guitry con il quale aveva diviso il successo della pièce teatrale di Maurice Donnay.

May Belfort
1895. La cantante irlandese May Belfort aveva debuttato a Londra prima di esibirsi al cabaret des Décadents in rue Fontaine dove Lautrec l'aveva notata. Cantava, tenendo tra le braccia un piccolo gatto, la famosa canzone che decretò il suo successo, "I've a little cat". Si presentava sulla scena travestita da bébé, il capo coperto da una charlotte dalla quale uscivano i lunghi capelli che le incorniciavano il magro viso. Nel suo manifesto Lautrec l'ha raffigurata con un vestito rosso, che, stagliandosi sul fondo bianco, acquista sorprendente vivezza.
Nel 1896 l'opera riportò un grande successo all'Esposizione internazionale dei manifesti di Reims. Di May Belfort, Lautrec ha lasciato parecchi dipinti e litografie.


May Milton
1895. Destinato all'America per il lancio della tournée della cantante inglese May Milton, questo manifesto non è apparso sui muri di Parigi. Nonostante Lautrec si sia ispirato di proposito, per questa composizione, alla maniera inglese, il suo personalissimo stile vi appare evidente. Il viso allungato di May Milton, studiato nei suoi particolari, mette in risalto l'origine della cantante. Una litografia dello stesso anno, nella quale si ritrova la maschera triste e disincantata di May Milton, può essere considerata lo studio preparatorio a questo manifesto.

La troupe di Mademoiselle Eglantine
1896. Il French Cancan conobbe durante le Belle Époque, un successo clamoroso al Moulin-Rouge con la Goulue e le sue emule : Grille d'égout, la Môme Fromage, Marie Casse-Nez, Rayon d'or. Su diversi palcoscenici di Montmartre si esibivano in questa sfrenata quadriglia, che si concludeva con il pericoloso esercizio della spaccata, altre ballerine, meno considerate. Églantine, più rispettosamente chiamata Mademoiselle, formò con Jane Avril, Cléopâtre e Gazelle una troupe che essa portò al successo. Per il manifesto di questa compagnia, Lautrec s'ispirò alla Quadriglia, un suo quadro messo in vendita nel 1913 e che raggiunse la cifra di 4700 franchi. Poco dopo la sua pubblicazione, il manifesto fu riprodotto nel Courrier français.

Al concerto
1896. Ci può sorprendere che Lautrec non abbia scelto un soggetto che si riferisca alla tecnica della litografia per pubblicizzare l'inchiostro per stampa fabbricato dagli americani The Ault Wiborg C°. Le ridotte dimensioni di questo manifesto, il più piccolo della sua produzione, si avvicina al formato delle stampe colorate. Il dipinto del 1895, Missìa nel palco a teatro, ha sicuramente ispirato Lautrec, che ha collocato vicino alla signora Natanson il dottor Gabriel Tapié de Céleyran, cugino e modello assiduo del pittore.

La passeggera
1896. Questa stampa a colori conosciuta col titolo Passeggiata in yacht, è stata utilizzata come manifesto per il Salon des Cent che si tenne negli uffici della casa editrice La Piume. La passeggera è una bella sconosciuta che Lautrec notò sul ponte della "Le Chili", la nave che lo avrebbe dovuto trasportare da Le Havre a Bordeaux con l'amico Maurice Guibert. Egli fece parecchi schizzi della donna, che gli consentirono di fissare il personaggio nel suo ambiente. Lautrec avrebbe voluto seguire il suo modello fino a Dakar dov'essa si recava, ma ne fu dissuaso dall'amico Guibert che lo indusse a sbarcare a Lisbona. Da qui raggiunsero la Spagna, e Lautrec ebbe la gioia di ritrovare in questi paesi i pittori che ammirava.

Elles
1896. Una tavola dell'album Elles è servita da manifesto per annunciare la mostra di litografie di Lautrec edite da G. Pellet. Il giovane editore, che si era trasferito da poco al quai Voltaire, entusiasta delle litografìe dell'artista non esitò a pubblicare in cento esemplari in folio a colori le dieci tavole che componevano l'album Elles. Queste litografìe erano il risultato di una serie di studi che Lautrec aveva eseguiti nelle case chiuse. L'album non ebbe successo e l'editore fu costretto da ultimo a venderle anche separate. Il pubblico, assai poco raffinato, preferiva allora quegli album di fotografie che riproducevano scene della vita parigina dissoluta. Oggi l'album Elles è diventato rarissimo; la sua quotazione alle più recenti vendite all'asta ha raggiunto gli otto milioni di vecchi franchi. C'è voluto più di mezzo secolo perché l'opera di Toulouse Lautrec fosse finalmente compresa. Il Museo di Albi ha il privilegio di possedere un esemplare, offerto dall'editore nel 1960.