mercoledì 23 dicembre 2015

Paolo Levi - Ritratto di provincia in rosso


Loriano Macchiavelli, Antonio Perria, Gianni Materazzo, Luciano Anselmi... Alla fine degli anni '60, una pattuglia di scrittori inaugurava il mystery italiano, prendendo le distanze sia dal modello Scerbanenco, sia dall'influenza di Sciascia. 


Il denominatore comune – e la novità – di questi gialli stava nel radicamento delle varie storie in un microcosmo locale (Bologna, le Marche, la provincia laziale) fuori da ogni rotta metropolitana, ma “universale” nel realismo e nella precisione delle ricostruzioni d'ambiente. Il tutto destinato a continuare fino a oggi, con i vari Varesi, Carlotto, Baldini, Lucarelli, il primo Fois (e il sottoscritto). Tra questi giallisti, un esordio molto felice fu quello di Paolo Levi con Ritratto di provincia in rosso del 1975, subito tradotto in film con Ugo Tognazzi protagonista (Al piacere di rivederla, 1976). Qui il suicidio apparente di un ricco notabile in una cittadina innominata poco lontano da Roma – che innesca una catena di delitti – attira le indagini sonnacchiose di un intellettuale timido e nostalgico, che vent'anni prima visse in quel paese una storia d'amore mai dimenticata... Ciò che rende interessante quest'opera prima, in definitiva, non è solo il corretto rispetto del meccanismo poliziesco (coi morti ammazzati, le false piste, i colpi di scena, lo scioglimento finale), ma soprattutto lo spaccato di vita provinciale che riesce a delineare, tra ironia, drammaticità e umana pietà anche nelle pieghe delle più sconcertanti perversioni.

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* Luigi Guicciardi (Modena, 1953) è uno scrittore e insegnante italiano, docente di lettere presso il Liceo Scientifico Alessandro Tassoni di Modena.
Di lontane origini siciliane, ha creato il personaggio del commissario Cataldo, protagonista di una serie di romanzi polizieschi. 

Ha appena pubblicato la 14° indagine del commissario Cataldo reperibile nelle migliori librerie o ordinarlo sul circuito online: 
Paesaggio con figure morte