mercoledì 20 gennaio 2016

Camilla Lackberg - Il predicatore


What a pity! si potrebbe cominciare, con quell'inglese tanto caro alle agenzie di stampa delle case editrici, così pronte a proporci l'ennesimo Capolavoro del Giallo purché provenga dalla Svezia. 


Dopo i meritevoli padri Sjöwall-Wahlöö, i degni eredi Henning Mankell e Håkan Nesser, e il fin troppo celebre Stig Larsson (la cui smodata fortuna pertiene più alla sociologia che alla storia della letteratura), è dalla pattuglia delle scrittrici che stanno arrivando le più cocenti delusioni: di Liza Marklund, dico, e di Camilla Läckberg, di cui pure avevamo apprezzato il primo La principessa di ghiaccio. In questo Il predicatore, invece, la scoperta del cadavere di una ragazza, sovrapposto ad altri due scheletri di un'epoca ben più lontana, dà il via a un'indagine verbosa e prolissa di 460 pagine, dove la suspense latita, il plot è poco originale (vedi Kathy Reichs e Bones), lo stile è quello piatto dei resoconti dei ragionieri, i punti di vista dei coniugi investiganti Erica Falck e Patrik Hedström si alternano senza scosse o brividi, i personaggi sono stereotipati, e nemmeno quegli spaccati sociali svedesi che qui e là si colgono – e che erano un valore aggiunto nei romanzi di Sjöwall-Wahlöö e di Mankell – vanno al di là della semplice superficie. “La nuova Agatha Christie svedese”, dunque? Cari addetti stampa, giudicate la Läckberg a piacere, ma per favore lasciate in pace la vecchia Agatha, stilisticamente povera quanto volete, ma ancora capace di regalare il doppio di emozioni con meno della metà delle pagine.

aaaaaaaaaaaaaaa

* Luigi Guicciardi (Modena, 1953) è uno scrittore e insegnante italiano, docente di lettere presso il Liceo Scientifico Alessandro Tassoni di Modena.
Di lontane origini siciliane, ha creato il personaggio del commissario Cataldo, protagonista di una serie di romanzi polizieschi. 

La 14° indagine del commissario Cataldo è reperibile nelle migliori librerie o ordinabile sul circuito online:  Paesaggio con figure morte