giovedì 19 maggio 2016

Emanuel Gavioli - La lunga notte di Vincent Reed



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Sono Emanuel Gavioli, ma la maggior parte delle persone mi chiama semplicemente Gav. Sono nato nel 1983 a Bondeno in provincia di Ferrara, ma da sempre, praticamente, vivo fra le colline di Modena, sotto il dominio del comune di Serramazzoni. Amo il cinema in maniera viscerale, la letteratura, i vecchi videogiochi e il buon vino. Mi sono approcciato alla scrittura all'età di ventiquattro anni con la sceneggiatura, per poi dedicarmi successivamente alla narrativa e, più raramente, alla poesia. Sono stato il fondatore, insieme al regista Domenico Guidetti, della comune artistica Order Of The Black Knights, un'associazione creata allo scopo di produrre cortometraggi indipendenti. Amo l'autunno e ho un debole per la nebbia, le compagnie sbagliate, i guastafeste, gli ubriachi con una storia da raccontare, i piccoli bar di paese, il silenzio all'alba. Amo anche disegnare, costruire oggetti di legno e cucinare cibi molto speziati. Ho abbandonato gli studi di agraria
all'età di 17 anni e ora nella vita mi guadagno il pane facendo il muratore. Sono uno di quei pochi ancora convinti che un artista, o presunto tale, debba sapere usare le mani e il cuore oltre che all'intelletto. Posso dire di essere fiero dei miei scritti, ma ancor più certamente dei miei calli.

Corre l'anno 1948, siamo negli Stati Uniti d'America, nella corrotta città di Santa Taisia. Il reduce di guerra e abile rapinatore Vincent Reed, si sveglia in una lugubre e lurida stanza del Motel Martinelli dopo un colpo che ha fruttato un ricco bottino. L'uomo scopre ben presto però, che qualcuno ha fatto il doppio gioco e si è impossessato della sua refurtiva lasciandolo come un fesso sopra quel polveroso materasso. Anche i migliori ogni tanto riescono a farsi infinocchiare, soprattutto quando hanno un debole per le donne dalla chioma bionda e per i liquidi ambrati. Vincent sa che deve prepararsi ad affrontare una lunga notte, quindi, dopo essersi ricomposto decide di trovare un posticino dove buttare nello stomaco un doppio bourbon. Non c'è modo migliore per riorganizzare le idee e decidere cosa fare, soprattutto se le idee sono poche e ben confuse...


Gav risponde alle domande di Roberto Roganti

1) Chi è Emanuel Gavioli, detto Gav?
Sono un muratore, un escavatorista, un cinefilo, uno scrittore per necessità. Sono un amante del buon vino e sono affascinato dalle cattive compagnie. Sono un sacco di altre cose, ma non le elenco tutte, altrimenti faccio la figura del ciocapiatti.
Ho cominciato a scrivere per necessità, ero un depresso cronico e, nella scrittura, ho trovato la mia terapia al dolore, poi ci ho preso gusto e ora mi sono buttato sulla letteratura di genere. Ho cominciato scrivendo su un taccuino, nei bar, la notte, aspettando l'alba, sbronzandomi.
Ora sono più consapevole. Sono capace di scrivere per dei lettori, ho imparato a fare ordine nella scrittura quando ho cominciato a fare ordine nella mia vita.

2) Chi è Vincent Reed?
Vincent Reed è un criminale, un rapinatore quasi leggendario, un antieroe affetto da un romantico cinismo. Vincent Reed è un frullato di icone del cinema anni quaranta.

3) Due parole su questo libro
La lunga notte di Vincent Reed è una dedica al cinema noir anni quaranta e cinquanta. E' un libro d'azione su sfondo noir. Il professor Luigi Guicciardi ha definito questo romanzo un noir parodico, e io credo abbia ragione. Questo libro gioca con i cliché del genere, con la teatrale ingenuità dei dialoghi, con i déjà vu, con le citazioni cinefile.
Spero sia anche un modo per fare conoscere ai più giovani un periodo cinematografico che sta perdendo ingiustamente di popolarità.

4) Cosa bolle in pentola
Attualmente sto lavorando a un libro comico basato sul mondo dell'edilizia e sui personaggi naif che lo popolano. Per quanto riguarda il sogno nel cassetto miro solo a una vita felice e serena con la mia famiglia, senza eccessi, ma con abbastanza tempo libero da poter sfruttare per coltivare la scrittura. Negli anni sono riuscito a ritagliarmi una piccola nicchia di estimatori, e ne sono molto orgoglioso. Sono piccoli risultati, ma per me sono più che enormi passi.