lunedì 2 maggio 2016

Vittorio de Sica (Sora, 7 luglio 1901 – Neuilly-sur-Seine, 13 novembre 1974)


Vittorio, Domenico, Gaetano, Stanislao, Sorano de Sica, nato a Sora (Frosinone) nel 1901, è stato uno dei maggiori attori, sceneggiatori e registi del secolo scorso; ironico, realista, divertente e amaro ha contribuito alla diffusione e conoscenza del cinema italiano in campo internazionale.

Vive la sua infanzia a Napoli, in una famiglia povera, ad undici anni si trasferisce a Roma, dove in seguito si diploma come ragioniere. La sua prima apparizione in un film è del 1917, una piccola parte nel film Il processo Clémenceau, ma la carriera cinematografica inizia nel 1931 con La vecchia signora. Grazie al regista Mario Camerini iniziano i film di successo, quali Gli uomini che mascalzoni (1932), in cui canta la canzone Parlami d'amore Mariù e Grandi magazzini (1939), ove recita in ruoli  importanti e si impone come attore brillante.
Nel 1940 De Sica, dopo aver appreso tutti i segreti del set, si propone come regista, le prime produzioni sono Rose Scarlatte (1940), Teresa Venerdì (1941) e Un garibaldino al convento (1942).
Sarà l'incontro con lo sceneggiatore Cesare Zavattini a definire il carattere delle sue produzioni successive. De Sica, come Zavattini e Rossellini, è attento a cogliere la dimensione sociale dei problemi, è attento a descrivere il dramma della miseria e della emarginazione conseguenti alla guerra; gira capolavori quali I bambini ci guardano (1943), Sciuscià (1946) - Oscar come miglior film straniero - crudo ritratto della condizione dei bambini abbandonati, Ladri di biciclette (1948) - Oscar come miglior film straniero - descrizione dolente e amara della realtà dei disoccupati, Miracolo a Milano (1951) e Umberto D.(1952). Il film, considerato il capolavoro di V. De Sica, descrive la vita di un  pensionato, vecchio e solo, che vive di una misera pensione, insufficiente a mantenere lui e il suo cane Flik.

De Sica curò anche la sceneggiatura di gran parte dei suoi film.
Nei film mette in scena antieroi, persone colte nel loro vivere quotidiano, utilizza attori non professionisti, usa la “tecnica del pedinamento” teorizzata da Zavattini, colloca i personaggi in spazio e tempo reali, descrive la loro vita come si farebbe in un diario. La guerra, con le sue conseguenze, ha messo gli intellettuali di fronte ad una nuova realtà, è d'obbligo schierarsi, è la stagione dell'impegno: è la nascita del neorealismo come corrente cinematografica .
Queste opere ottengono altissimi riconoscimenti all'estero ma, soprattutto nei primi tempi, in Italia, non interessano il pubblico e di conseguenza gli incassi sono scarsi. De Sica ha invece  grande bisogno di denaro, perché ha il vizio del gioco ed è per questo motivo che collabora anche a pellicole di dubbia qualità e si dedica al lavoro di attore. Ottiene un grande successo con Pane, amore e fantasia (1953) girato assieme a Gina Lollobrigida, e diventa  un “divo”; seguiranno Pane, amore e gelosia,  Pane e amore e … e tante altre pellicole.
Aveva sposato nel 1937 l'attrice Giuditta Rissone, da lei aveva avuto una figlia, Emilia, ma nel 1942 si innamora dell'attrice Maria Mercader e va a vivere con lei; da lei ha due figli Manuel e Christian.
Per poterla sposare divorzia dalla prima moglie in Messico, poi, dopo il matrimonio messicano, ritenuto nullo in Italia, prende la cittadinanza francese e può finalmente sposarla.
Seppur divorziato, non rinunciò mai del tutto alla prima famiglia, mantenendo rapporti di facciata.
Negli anni sessanta  commedia e dramma si intrecciano in opere memorabili quali L'oro di Napoli (1954), La Ciociara, film interpretato da Sofia Loren, che vinse tutti i premi possibili, Ieri, oggi e domani, (1964) - Oscar come miglior film straniero - con  Sofia Loren e Marcello Mastroianni, Matrimonio all'italiana (1964) e Il giardino dei Finzi Contini (1970) - Oscar come miglior film straniero.
Partecipò anche a  molte trasmissioni televisive di intrattenimento leggero.

L'ultimo film realizzato è Il viaggio del 1974, anno in cui muore a Parigi.