giovedì 12 maggio 2016

Silvia Canonico - L'onnipotenza della pulce



Silvia Canonico nasce ad Assisi nel 1980, sin dall'età di quattro anni dimostra il suo senso di repulsione verso le regole, scappando dall'asilo, con grande preoccupazione di tutti, e tornando a casa sulle sue gambe. Cresce un po' selvaggiamente in un paesino della provincia di Perugia, studia con molta passione all'istituto d'arte per poi, arrivata quasi alla fine, mollare tutto e scappare di casa. Vive due anni per la strada, cantando e suonando la chitarra per le vie di Bologna, principalmente, spostandosi verso Modena, Venezia e Roma. Torna a casa all'età di ventun anni e deve riadattarsi alla società. Proprio in quegli anni scrive gran parte di L'onnipotenza della pulce. Pubblica su varie riviste cartacee e online, partecipa a diversi concorsi e si guadagna un secondo posto con Voci dal vortice e una pubblicazione su 365 storie cattive. Nel 2015 pubblica La musa di me stessa con Arduino Sacco editore.

L'onnipotenza della pulce è un viaggio a velocità folle nel passato, nel presente e nel futuro di Silvia. Il futuro, in realtà, Silvia non sa bene cosa sia e cosa porterà tra le sue braccia. Rabbia, sofferenza, delusione, fobie e tanto amore si fondono in una corsa senza fiato. Vivere e morire, quasi in simbiosi, per assaporare piccole emozioni, rubate ad ogni fottutissimo giorno.


Intervista all'autore a cura di Roberto Roganti

1) Parlaci di Silvia Canonico
Silvia Canonico improvvisa la sua vita ad Assisi il 10/03/1980, si improvvisa perché per lei nulla è scontato, nemmeno vivere, respirare, lasciando tutto metodicamente al caso. Nasce libera senza troppi padroni, più che maleducata lei è ineducata, tra un'infanzia difficile e un'adolescenza traumatica, passa alcuni anni, prima per strada a fare colletta e suonare la chitarra, poi in varie comunità dove capisce di esser diventata un animale da circo, una disadatta, una disabile sociale, in questi luoghi cerca pace e fa tesoro, delle poche cose che assimila, le altre non le prede in considerazione, non le interessano. Quando si sente pronta ha riaffrontare il mondo esce dalla comunità e da lì iniziano i guai. Si trova a riadattarsi ad una società che l'ha già siglata, etichettata e lei combatte con le unghie e con i denti, si impone per trovare il suo posto nel mondo, ma in realtà lo sta ancora cercando

2) Come approdi alla scrittura?
Diciamo che ho sempre scritto, scrivere per me è la cura e la malattia, a volte serve ad attenuare ciò che sento dentro, altre volte, rileggendo, mi si ritorce contro, in ogni caso io continuo a farlo, non posso farne a meno e non ho bisogno di alcun consenso, la scrittura la vivo come un processo molto intimo e personale, dove il lettore può immedesimarsi o lasciarselo scivolare. Spesso scrivo scomode verità, mi piace mettere il dito nella piaga e questo a volte, con alcuni funziona, altre no, ma non ha importanza, per me è importante raggiungere i miei obbiettivi

3) Parlaci di questo libro
L'onnipotenza della pulce è un romanzo un po' destrutturato,  dove la prosa e la poesia si rincorrono per creare una trama. Questa trama la può creare il lettore, scegliendo di non seguire la mia oppure può semplicemente leggerlo pezzo per pezzo, massima libertà di interpretazione. Nasce proprio nella fase di questo mio riadattamento sociale, attraversando crisi intime e personali, confrontandole anche con la società intorno. E' un lavoro sull'accettazione di me stessa come autoproclamazione del sé . Infine dopo tanta rabia e dolore, nasce una nuova speranza che non rispecchia nessun canone comune, una speranza personale, ma travolgente, come travolgenti, sono i drammi che vengono prima, è una sorta di presa di consapevolezza, dove spesso si sfiora la sensazione d'onnipotenza vissuta, pur sempre, da una pulce.

4) Propositi futuri?
Non ho grandi progetti per il futuro è ancora molto nebbioso, sicuramente non smetterò di scrivere


Il parere di Roberto Roganti
La sofferenza innanzi tutto, quella dentro, quella che ci consuma, quella dalla quale dobbiamo difenderci con mezzi leciti ed illeciti.
L'astio e la cattiveria contro tutto e tutti, anche contro se stessi.
Una vita al limite, border-line, vissuta pericolosamente.
La lotta per la sopravvivenza è dura, durissima. Silvia combatte e non molla. Crudi i suoi sentimenti, la visione del mondo che la circonda, la consapevolezza di essere considerata una rejetta, uno scarto umano, una nullità. Lei vomita la sua tensione accarezzando dolcezze premature e infantili, alla ricerca di quel ritorno all'origine per ridisegnarsi una vita migliore.

Un magistrale uso delle parole che accompagna il lettore in un percorso non scevro di ostacoli, ma che dimostra che anche una pulce può avere un'anima...