lunedì 6 giugno 2016

David Foster Wallace (Ithaca, 21 febbraio 1962 – Claremont, 12 settembre 2008)



Nasce il 21 febbraio 1962, a Ithaca, stato di New York, Stati Uniti.  La madre Sally e il padre Jim, sono docenti universitari di inglese e filosofia. David, bambino “genio”, si orienta allo studio e alla professione dei genitori. Dopo la laurea all'Amherst College insegna, negli anni novanta, alla Illinois State Universitye; nel 2002 diventa professore di scrittura creativa e letteratura inglese al Pomona College, in California.  Ebbe una sorella più giovane, - Amy- da lui molto amata. 
Il romanzo d'esordio La scopa del sistema, del 1987, è la storia della sparizione di una nonna e del ricovero dove alloggiava, e della sua ricerca da parte della nipote, accompagnata da strani personaggi,  emblematica la figura del telepredicatore.
Le vicende vengono raccontate con grande ironia e insinuano nel lettore il dubbio che, al di là delle parole, non esista nulla di vero.  La realtà appena la raccontiamo diventa un racconto e allora cosa resta? C'è, di fondo, una verità?
Il libro non viene concluso, rimane con una frase a metà  e lo scrittore resta lì fra le persone deluse. Il racconto ottiene una accoglienza entusiastica dalla critica, Wallace riceve una serie di premi prestigiosi e ha un gran seguito  di lettori.  
Nel 1989 pubblica La ragazza con i capelli strani, raccolta di racconti.
Segue poi Infinite jest del 1996, il libro è ambientato in un prossimo futuro, in cui i progressi della tecnologia non mutano la dolorosa complessità della vita e dei sentimenti, l'autore si propone di parlare in modo molto profondo dell'America.
Si tratta di un testo complesso, di difficile lettura, di circa 1000 pagine, con 300 pagine di note a piè di pagina e altre note ancora più piccole, è ritenuto il capolavoro di Wallace.
Racconta di una pellicola che uccide, perché troppo bella, nessuno può più spegnere la televisione  rapito dal film, chi lo guarda si scorda persino di mangiare, in definitiva  si scorda di vivere. Cosa succederebbe al mondo se ci fosse un sistema perfetto di intrattenimento? Il bene promesso è come la droga, promette la felicità, promette di liberarci dai bisogni, ma ci lascia, in realtà, schiavi del bisogno della droga, così il nostro mondo vuole tutta la nostra vita in cambio di intrattenimento.  Inoltre la scoperta che ciò che ci piace ci può danneggiare, ci induce ad un controllo massimo, ossessivo, estenuante.
A Wallace interessa capire perché  gli uomini accettino uno spettacolo che toglie la vita, senza cercare di uscire dal sistema e cercare la verità. Il libro descrive, inoltre, l'esasperata competizione sociale, attraverso l'esempio del tennis, sport praticato dallo stesso scrittore ad alti livelli agonistici.
Nel   1999    pubblica Brevi interviste con uomini odiosi.
Si tratta di interviste con uomini odiosi, che parlano in modo intelligente, a Wallace interessa fare vedere che nei media è tutto mescolato, vero  e falso e che si tratta sempre e solo di business.  Nonostante il successo, continuano i problemi di depressione, a 21 anni era sopravvissuto ad un primo tentativo di suicidio, ma la sua grande intelligenza gli rende difficile vivere; continuamente avverte il senso del limite, solo i farmaci possono attenuare la sua sofferenza. Sposa nel 2004 Karen Green.
Il grande successo di critica e di pubblico non attenua la suo disagio, ricorre a droghe e farmaci, fino a diventarne dipendente.
Continua nel frattempo la sua ricerca nel campo della filosofia e della matematica, anche se motore della sua scrittura  resta il desiderio di essere amato e di proporre una scrittura come antidoto alla solitudine. 
Nel 2003 pubblica Tutto e di più (Storia compatta dell'infinito), un saggio sulla matematica.
Nel libro Il re pallido,  rimasto incompiuto, cerca di ricostruire le vite delle persone partendo dalle tracce fiscali, come se l'Agenzia delle Tasse fosse una sorta di divinità del mondo moderno. 
Il padre ritiene che David si sia tolto la vita, perché da un anno aveva sospeso l'assunzione di un farmaco contro la depressione, oggi gli studiosi della sua opera trovano indicazioni del possibile suicidio nei suoi scritti, in particolare nel saggio Considera l'aragosta, del  2006. Nella raccolta di saggi D.F. Wallace ci parla di campagna elettorale, di teoria del linguaggio, c'è un reportage da una fiera del  porno di Las Vegas, per ribadire ancora una volta che il mondo dei media non è quello che si vede,  il porno è solo un  mondo di lavoratori, ancora una volta il business è solo falsità.
Il discorso This is water viene considerato il suo testamento morale, il discorso venne  tenuto alla cerimonia di laurea agli studenti del Kenjon College nel 2005.
D.F.Wallace si suicidò a Claremont, California, nella sua casa, il 12 settembre 2008.


Bibliografia
Wikipedia
www.minimumfax.com
www.ilpost.it/2012/02/21david-foster-wallace
www.minimaetmoralia.it/wp/ricordando-david-foster-wallace