lunedì 1 agosto 2016

Jonathan Safran Foer (Washington, 21 febbraio 1977)


Jonathan Safran Foer nasce nel 1977 a Washington; è figlio di un avvocato impegnato sul fronte dell'antitrust, il nonno materno è un sopravvissuto alla Shoah. Frequenta la Princeton University  ove gli vengono assegnati vari premi di scrittura creativa.
Esordisce nel 2002 con il libro “Ogni cosa è illuminata”.
Il libro nasce dopo un viaggio in Ucraina, alla ricerca delle storie del nonno e delle proprie radici. Nella ricerca J.S. Foer scopre che il villaggio ove abitavano i nonni, non esiste più, cancellato dai tedeschi, anche il nome è stato dimenticato, sulle rovine del villaggio era cresciuto un bosco.
In questo e nei romanzi successivi lo scrittore affronta il tema della “sopravvivenza”, la domanda ricorrente è se si salvi il bene o il male e se il sopravvissuto debba giustificarsi, in un certo senso discolparsi. Lo scrittore si chiede come rapportarsi al dolore delle generazioni precedenti, come accettare la terribile verità dell'olocausto, la conclusione è che,  tramite la parola, si può creare un contatto, la memoria può diventare parte del nostro futuro.
Dal romanzo è tratto il film, omonimo, di Liev Schreiber.
Il libro è un successo e viene tradotto in vari paesi.
Nel 2005 J.S. Foer pubblica “Molto forte, incredibilmente vicino”, ambientato subito dopo l'attacco alle torri gemelle, racconta di un bambino rimasto orfano di padre nell'attentato, che cerca di capire cosa apre la chiave che il genitore gli ha lasciato. Anche da questo romanzo è stato tratto un film dallo stesso titolo.
Nel 2010 pubblica “Tree of codes”  opera sperimentale. Foer prende il libro di Bruno Schulz (1) “Le botteghe color cannella”, titolo inglese “The street of crocodiles” e bucandolo, lo trasforma in un suo libro, come se dentro al libro fosse nascosto un altro libro, come si trattasse di una cabala. La tecnica è già evidente nel titolo, il romanzo è anche un esperimento grafico e tipografico, un libro che è anche una scultura: ritagliando parole o intere frasi, lasciando intravedere il testo delle pagine successive, si crea una storia nuova e al tempo stesso un bellissimo oggetto. 
Pubblica poi il reportage ”Eating animals” libro ben fatto sul vegetarianesimo da cui viene creato un documentario. In questo caso J.S. Foer, per non essere carnefice, si mette nei panni delle vittime, gli animali, e motiva la sua scelta di  non magiare più carne, con il desiderio di non infliggere sofferenze.
Sposa nel 2004 la scrittrice Nicole Krauss, ha due figli, il matrimonio finisce nel 2011.
Uscirà nei prossimi mesi il romanzo “Here I am”. Il titolo è la citazione dalla Genesi, versetto 22.
Racconta la vita di Jacob Bloch, sceneggiatore di origine ebraica. Jacob si sta separando dalla moglie, mentre scoppia in Medio Oriente una guerra che rischia di distruggere Israele, Jacob vorrebbe arruolarsi, ma il padre cerca di impedirlo in ogni modo. Il libro evidenza il conflitto fra ciò che vorremmo essere e ciò che siamo. Il padre di Jacob appoggia Israele, ma non è disposto a sacrificare il proprio figlio per un  ideale. Tornano i temi cari all'autore: i rapporti familiari, l'identità, la cultura ebraica e i sentimenti. Critici e lettori attendono con ansia la pubblicazione del romanzo.


(1) Scrittore ebreo polacco ucciso nel ghetto di Drohobycs nel 1942


Espresso  del 26 maggio 2016
Wikipedia
www.huffingtonpost.it/2015/12
www.repubblcia.it/.../
movieplayer.it/JonathanSafranFoer