lunedì 8 agosto 2016

Liala (1897-1995)



Amalia Liana Negretti Odescalchi nasce nel 1897 a Carate Lario, sul Lago di Como. Frequenta il Liceo a Como e si iscrive alla Facoltà di Farmacia, senza concluderla. È di origine aristocratica, ma non ricca, si sposa giovanissima con il marchese Pompeo Cambiasi, più vecchio di lei di 17 anni. Ha due figlie Serenella e Primavera. L'amore coniugale finisce presto e il ricco consorte la lascerà sola per riprendere la sua vita gaudente. Il destino però ha in serbo per Amalia un altro marchese, Vittorio Centurione Scotto, ufficiale dell'aeronautica, eroico aviatore, giovane e bellissimo nella candida divisa.  
È l'Amore, proprio con la A maiuscola. Purtroppo Vittorio precipita durante un addestramento, nel 1926, e la sua morte mette fine al sogno. Questa vicenda, raccontata e rielaborata nei tanti romanzi della scrittrice, diventa il mito fondante del romanzo rosa italiano. Amalia, ormai ribattezzata Liala, torna con il marito ed inizia a scrivere.
Nel 1931 esce il suo primo romanzo intitolato Signorsì, un vero caso editoriale, il romanzo, pubblicato da Mondadori andò esaurito in venti giorni. A questo primo libro ne seguirono altri settanta, tutti di grande successo. Il nome Liala fu suggerito da Gabriele D'annunzio e fu una scelta davvero fortunata. Il riavvicinamento al marito però, non è duraturo, Liala si innamora, corrisposta, dell'ufficiale pilota della R. Aeronautica Pietro Sordi e andrà a vivere con lui; la relazione durerà fino al 1949.
Generazioni di donne hanno amato i romanzi di Liala, nelle sue pagine prendono vita sogni d'amore e la sessualità delle donne, fino ad allora negata, si affaccia timidamente. I valori che la scrittrice esalta sono l'amore, anche come piacere erotico, la cura di sé, come piacere narcisistico e il culto delle buone maniere. La Chiesa giudicò i romanzi di Liala immorali e disdicevoli per le adolescenti.
Liala, inoltre, aveva sbandierato al mondo la sua relazione  extraconiugale, in anni in cui era considerata peccaminosa e aveva rivendicato la legittimità del suo adulterio in nome del vero amore.
Per Lei non c'è stata punizione, alla morte di Vittorio era tornata con il marito e aveva conosciuto successo e comprensione per le sue pene d'amore. Alcuni fra i tanti titoli famosi: Acquaviva, Dormire e non sognare, Ombre di fiori sul mio cammino, Farandola di cuori, Melodia dell'antico amore, Frantumi di arcobaleno, La meravigliosa infedele.
Scrive anche racconti a puntate e novelle per le riviste Annabella, Novella, Cineillustrato,  nel 1946 viene creato per lei il giornale Le confidenze di Liala, giornale di posta del cuore, diretto fino al 1954.
Fino agli anni cinquanta gli scritti di Liala muovono da elementi di realtà per costruire trame narrative ispirate, quasi sempre, alla sue vicende personali, dopo il 1950 le trame dei suoi romanzi diventano di fantasia. Nelle prime opere l'ambientazione è esclusivamente alto-borghese o aristocratica, storia e  politica sono relegate sullo sfondo, mentre nelle ultime opere – ad esempio  Pianoro delle ginestre- la scrittrice introduce  il tema della promozione sociale e ambienta il romanzo in provincia.
Nel 1958 si ritira nella villa La Cucciola, vicino a Varese, con la figlia, per una vita lontana dalla ribalta, unica eccezione la concessione, nel 1991, di una intervista ad Aldo Busi.  Di orientamento conservatore e filomonarchico ricevette nel 1977 la croce di Dama dell'Ordine della Corona da Umberto II, ultimo Re d'Italia in esilio.   

                                                  
Il suo ultimo romanzo Frantumi di arcobaleno esce nel 1985, anno in cui smette di scrivere a causa di una malattia agli occhi, che la porterà alla cecità.
Muore nel 1995, a 98 anni assistita della figlia.
Snobbata dalla critica, può vantare di essere stata letta e amata da tre generazioni di donne e di aver venduto quasi dieci milioni di copie dei suoi romanzi, solo in Italia. Di certo la corrispondenza con le lettrici ha contribuito alla promozione del suo personaggio pubblico e al successo ininterrotto per mezzo secolo, così da renderla una delle scrittrici di romanzi d'appendice più famosa del Novecento, in Italia e all'estero.


Fonti
Www.wikipedia
www.treccani.it/.../Amalia-Giovanna-Maria-NegrettiPresidenza del Consiglio dei Ministri Dip. Per le Pari Opportunità
Italiane Voll. II Roma, 2004 Istit. Poligrafico Zecca dello Stato 
www.150anni.it/webi/stampa.php?wid=2078