lunedì 28 novembre 2016

Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931 - 1 novembre 2009)

Nasce il 21 marzo 1931 a Milano, da una famiglia modesta, frequenta le scuole professionali dell'Istituto Laura Solera Mantegazza e viene indirizzata alla vita di impiegata. Comincia molto presto a scrivere poesie e a sentire la scissione fra la vocazione letteraria e le necessità quotidiane; in questi anni dedica molto tempo anche allo studio del pianoforte.


A diciannove anni alcune sue poesie vengono inserite nell'antologia Poesia Italiana Contemporanea, curata da Giacinto Spagnoletti, che per primo ne intuisce e valorizza la vena poetica e artistica. L'anno seguente altre poesie vengono incluse nell'antologia Poetesse del Novecento; nel 1953 esce la sua prima raccolta La presenza di Orfeo.

In questo periodo Alda ha contatti con gli intellettuali del tempo Salvatore Quasimodo, Maria Corti e Giorgio Manganelli. Con quest'ultimo ha una relazione difficile e presto conclusa.
Sposa Ettore Carniti, estraneo al mondo letterario, proprietario di alcune panetterie a Milano e presto nasce la prima figlia.
Pubblica in questo periodo Paura di Dio (1953), Nozze Romane (1955) e Tu sei Pietro (1961).
Poi la malattia mentale,” le prime ombre della mente”, per vent'anni continui ricoveri e dimissioni dalle cliniche psichiatriche, intervallati da brevi periodi di stabilità, durante i quali vengono alla luce altre tre figlie; ma il rapporto con il marito rimane difficile, burrascoso e infelice.
Nel 1980 Alda torna alla poesia con la raccolta Destinati a morire.
Nel frattempo muore il marito. Nel 1983 riprende i contatti con Michele Perri, poeta tarantino, e poco tempo dopo, lo sposa.
Nel 1984 pubblica La Terra Santa, raccolta poetica di invocazione ad un Dio che resta lontano dalla disperazione umana, la raccolta viene considerata la sua opera migliore.
Pubblica poi venti “poesie-ritratti”, col titolo La gazza Ladra
Muore anche il secondo marito e nel 1986 Alda viene di nuovo ricoverata in una clinica psichiatrica, a Taranto questa volta. Una volta dimessa torna a Milano ed inizia una nuova terapia con la dottoressa Marcella Rizzo.
Sono anni di grandi difficoltà, anche economiche, che segnano l'avvicinamento di Alda alla prosa.
Pubblica L'altra verità e Diario di una diversa, dolorosa cronaca degli anni in manicomio.
Nel 1988 esce l'antologia Testamento, l'anno seguente esce Delirio amoroso, rievocazione del periodo trascorso nella casa di cura a Taranto e del successivo ritorno a Milano; a questo libro Giovanni Raboni dedicherà ampio spazio sul Corriere della Sera.
Iniziano gli anni dei riconoscimenti e dei premi, ricordiamo il Premio Librex Montale nel 1993 e il Premio Viareggio per la Poesia nel 1996.
In questo periodo Alda scrive anche aforismi, i minitesti sono più di cinquecento.
Segue la raccolta antologia Fiore di poesia del 1998, che raccoglie il meglio della produzione poetica di Alda. Nel 2002 esce il volumetto Folle, folle d'amore per te con un pensiero di Roberto Vecchioni.
Nel 2004 esce il disco “Milva canta Merini”, undici canzoni tratte da altrettante poesie di Alda.
Nel 2006 si avvicina al genere noir con La nera novella.
Muore il 1^ novembre del 2009, a causa di una grave malattia.


Sono nata il ventuno a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
Alda  Merini


Fonti
Dipartimento per le pari opportunità Italiane Volume III , Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Roma, 2004
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https://it.wikipedia.org/wiki/Alda_Merini
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