lunedì 21 novembre 2016

Lalla Romano (Demonte, 11 novembre 1906 – Milano, 26 giugno 2001)

Nasce l'11 novembre 1906, in provincia di Cuneo; il suo nome è Graziella Romano, ma in arte diventerà Lalla Romano. Dopo la maturità classica si iscrive all'Università di Torino, studi letterari, ma poi si dedica alla pittura, frequentando la scuola di Felice Casorati. I suoi quadri vengono esposti in parecchie mostre personali e collettive. Durante la guerra torna a vivere a Cuneo, dalla madre, e si iscrive al Partito d'Azione. Nel dopoguerra raggiunge il marito a Milano e riprende ad insegnare.
Per circa vent'anni alterna attività pittorica ad attività letteraria.
La prima raccolta di poesie Fiore del 1941, viene rifiutata da Einaudi, e pubblicata da Frassinelli.
La sua prima opera di rilievo è Le metamorfosi del 1951.
Lalla conduce una esistenza appartata, lontana dagli intellettuali; il materiale letterario per le sue scritture sono la sua biografia e la vita della buona borghesia settentrionale.
Pubblica Maria, Tetto murato, e La penombra che abbiamo attraversato, nel 1964, ma è con Le parole per noi leggere del 1969, che ottiene il premio Strega e la notorietà. Il libro esamina il rapporto una madre e un figlio difficile, ribelle, asociale. Il titolo è tratto da un verso di E. Montale.
Nel 1973 pubblica L'ospite e nel 1981 Inseparabile.
Seguono le pagine di La villeggiante e Lettura di immagini, poi ristampato con il titolo Romanzo di figure. Lalla pubblica anche su giornali, collabora con il Giorno e con Il corriere della sera e il Giornale Nuovo. Pubblica poi Una giovinezza inventata, ancora una volta a ritroso nel tempo a raccontare i ricordi della propria giovinezza.
Nel 1986, dopo la morte del marito Innocenzo Monti, si lega sentimentalmente ad Antonio Ria e pubblica La treccia di Tatiana.
Seguono poi Nei mari estremi nel 1987, Un sogno del Nord e Le lune di Hvar, tutte opere che parlano della borghesia italiana. La sua scrittura indaga l'esistenza quotidiana, i rapporti interpersonali, il senso della memoria, il legame fra vita e letteratura.
Lei stessa ha dichiarato: «Le mie letture fanno parte della mia vita, come una gita in montagna». E la vita di Lalla Romano è parte delle sue opere
Muore a Milano, nella sua casa, il 26 giugno 2001.


Non chiedere

Non chiedere grazia di volo all’uccello ferito,
non chiedere fiori all’arbusto dai rami stroncati,
non chiedere riso di stelle alla notte in tempesta:
neppure pazienza a una donna malata d’amore.


Distacco

Soffre il fiore strappato dal cespo?
Forse dolgono i gambi recisi,
più non guarda beata nel sole,
stanca piega la bella corona.

Ed a me non è ignoto quel male;
anch’io so come duole ogni vena,
quando i polsi tremanti ho staccato
che il tuo collo cingevano, amato.




Fonti


Dipartimento pari opportunità- Italiane- a cura di Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffa Vol. III Roma 2004 Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.