lunedì 2 gennaio 2017

Vasco Pratolini (Firenze, 19 ottobre 1913 – Roma, 12 gennaio 1991)

Nasce a Firenze il 19 ottobre 1913 da un'umile famiglia fiorentina. La morte della madre e la partenza del padre per la guerra lo costringono a vivere con i nonni; al ritorno del padre la famiglia non si ricompone, il padre si risposa e il giovane Vasco inizia a fare l'operaio in una tipografia. Ma non dimentica lo studio e, con la guida di Ottone Rosai ed altri amici fiorentini, inizia lo studio dei classici della letteratura italiana e straniera, è l'avvio di una intensa preparazione da autodidatta. 
Il troppo lavoro e la vita sregolata minano la sua salute, gli viene diagnosticata la tubercolosi e viene ricoverato in ospedale. 
Dopo la guarigione, nel 1936, inizia la collaborazione con varie riviste, grazie anche all'amicizia con Elio Vittorini, che lo stimola anche ad un maggior impegno politico. 
Nel 1938 Pratolini ha un secondo incontro, decisivo per la sua vita, quello con Alfonso Gatto, arrivato a Firenze dopo la persecuzione subita a Milano. Con Gatto, Pratolini fonda la rivista «Campo di Marte», dove ha modo di rinsaldare le sue convinzioni politiche e maturare la sua vocazione. 
Nel 1941 pubblica Il Tappeto verde, poi Via de' magazzini. 
Sono prove di presa di coscienza i romanzi Amiche e Il quartiere. 
Partecipa attivamente alla Resistenza, anche per il bisogno spontaneo e sincero di essere il cronista di un evento storico irripetibile. 
Nel 1955 pubblica Metello, primo romanzo di una trilogia intitolata Una storia italiana. Completano la trilogia Lo scialo del 1960 e Allegoria e derisione del 1966. 
Metello racconta la storia di Metello Salani, un orfano allevato da contadini che si trasferisce, ancora ragazzo, a Firenze, per trovare lavoro. Partecipa agli scioperi, al movimento socialista e al nascente movimento operaio, nel periodo che intercorre fra il 1875 ed il 1902. 
In parallelo si sviluppano le vicende affettive del protagonista che finirà per sposare Ersilia. figlia di un collega muratore, morto per un incidente sul lavoro. 
Dal romanzo è stato tratto un film. 
Con Lo Scialo lo scrittore descrive la storia della borghesia ai tempi dell'avvento del regime fascista. Il protagonista rinuncia ai suoi ideali giovanili socialisti per opportunismo e convenienza. Ma al centro dell'attenzione dell'autore vi è proprio la borghesia, che grazie al fascismo raggiunge una posizione di privilegio sociale. Allegoria e derisione è la storia di un intellettuale e delle sue traversie esistenziali per affermarsi come uno scrittore di prestigio. I romanzi Cronache di poveri amanti e Cronaca familiare lo impongono al pubblico e alla critica: iniziano i riconoscimenti e i premi letterari. 
Cronache di poveri amanti è un romanzo ambientato quasi interamente in Via del Corno, a Firenze, negli anni 1925-1926. I personaggi sono quelli consueti del repertorio pratoliniano: giovani proletari alle prese con esperienze sentimentali e con la durezza della loro difficile condizione sociale. Sullo sfondo la Firenze nei primi anni del fascismo, una città in lotta per l'affermazione di ideali politici e umani contrastanti. L'ambientazione storica è la cornice esterna di storie soggettive e consente al lettore di entrare in contatto con un periodo ormai trascorso e di riviverne l'atmosfera e gli umori. 
Cronaca familiare è il racconto della fanciullezza, della difficile relazione con il fratello Ferruccio. I due vengono separati nei primi anni dell'infanzia, dopo la morte prematura della madre, Ferruccio è allevato dal maggiordomo di un ricco barone inglese, che gli impartisce un'educazione rigorosa e severa; Vasco è invece allevato con grande affetto dalla nonna. I due fratelli si ritrovano dopo alcuni anni, e un delicato affetto fraterno cancella le antiche incomprensioni. 
Vasco Pratolini è uno degli iniziatori del neorealismo, la corrente della quale furono massimi esponenti Italo Calvino, Elio Vittorini e Cesare Pavese, Pratolini ha tentato, inoltre, di tradurre l'atmosfera neorealista in una precisa poetica. 
La sua presenza come autore, si avvicenda a quella come collaboratore della stampa di sinistra: da «Milano Sera» al «Nuovo Corriere» (diretto dal suo vecchio amico Bilenchi). 
Come sceneggiatore partecipa alla realizzazione dei film “Paisà” di Roberto Rossellini e “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti. 
Muore a Roma il 12 gennaio 1991.

Fonti