giovedì 2 marzo 2017

NOI SCRITTORI II



Alberto Rizzi - Due chiostre dentali

! Oh
 mamma
guarda com’io son felice
 com’io chompo e cruncho
! meglio che gli altri normodotati tristi
cui il mio sorriso
doppio pur’éss’oppóngo
E così sarà finché vivrò
mia bocca sgangherata bella
ma più d’osso armata
  ? quai ardentibàci mai darà
ed ognicòsa io con più cuore gnammo
 le strenue mole urtàndos’in palato…
! Oh qual doppia voluttà
 mamma per me
che meglio d’altri risciuchio e chompo
ogni cosa che m’arrivi a tiro
 bócc’indeféss’esì/mia
così ampia e scura la ferita
che bavosa s’apre s’un sorriso
tàl’epperciò mai visto
E squalo di terra io son
che cruncho e chompo
ógniqualcòsa io muncho e gnammo
meglio che altri io sgranocchio
 trito e ragùmo
a destr’e a manca io smascello
  ! oh che bello, mamma
  io rodo e corrodo
 bruco e digrumo
! oh, comm’ ch’io grufolo
 ch’invidia certo son di quanti
(più di brodi e di minestre edotti)
contentano palato e pavidi lor muscoli
senza cognoscer gioia d’un digrigno
che tal nome si meriti davvero
pur’in faccia a ‘n’àspracrinùta fiera
 partorita dall’estro dei cartùns
! Oh com’io qui maciullo
sbrano
con furia arrotando questo mio dentume
 che m’è in più e così felice
quale provvidamente a strég’apparàto
dentume di novelle zanne
e pur possent’e sovrannumero
! mamma
Con tal mascelle di tal fòggi’armàte
io dipano l’essenza dalle cose
 sprèmta così in cosìdólci gocce
e in me l’assorbo
! oh
quasi che l’animo mio anch’esso
altro non desiasse che crùnchere e munchàre
 chompando deglutire
a ritmo con la saliva mea
l’animo stesso mio il suo stesso io
 quasi che sapesse e in sé trovasse

il succo piùvéro della vita


Andrea Micolini - Rock'n'roll

Allegro,
veloce, ritmico
come una cascata in primavera.

Guardando un camino,
la noia
bisognosa d'allegria
di movimento 
penso a te.

Tutto in una melodia,
agitata, precisa
veloce...


Claudio Reverberi - Poi... all'improvviso

Il poi… all’improvviso
suggerisce imprevisti
che per loro natura sono imprevedibili
il poi… all’improvviso raramente
porta buone notizie, saltuariamente
si vince un sorriso, una lotteria
all’improvviso si vorrebbe partire
abbandonare come nei film
ma ci spaventa il finale
all'improvviso
vorrei vederti
proprio quando non posso, ed è lì
che mi farà più male.


Elio Caterina - Il vento sulla ghiaia

Il vento sulla ghiaia pietoso
tiene compagnia. Anche oggi
sulla croce è morto un cristo,
aveva il cemento sotto le unghie
e tante speranze contate al sole.
Tra breve arriverà la notte
ad ascoltare dai figli i richiami.


Jean Bassmaji - Il balcone vista mare

Là sul balcone vista mare
a guardare la danza delle onde
ammirare l’orizzonte che
non abbiamo mai visto insieme
ne ha unito i nostri desideri
Là sul quel balcone che
non ha unito i nostri corpi
ma in un istante
si sono uniti i nostri pensieri


Nerina Ardizzoni - Cielo     

Si specchia nel lago il cielo d'autunno,
si lascia cullare dalla brezza,
scivola piano  lungo le rive
e si immerge, fino a scomparire.
Foglie, macchie luminose,
gialle, arancioni, rosa
appaiono e scompaiono
nella curva dell'orizzonte.
Nel silenzio brillante dell'alba
il sole riappare


Roberto Roganti - Lap dance (donna disperata)

Quasi pronta per l'ultimo turno
i selvaggi capelli sciolti, irrorati di lustrini
il fard ben spennellato copre tutto, anche le occhiaie
il rossetto vermiglio lucido esalta carnose labbra
il rimmel conferisce un provocante sguardo sensuale 
i sandali con la zeppa trasparente e il tacco 20
il reggiseno e il perizoma quasi inesistenti
ancora qualche ritocco
una strisciatina di coca
e posso entrare in scena

La stanzetta è buia e quasi vuota
ma io so come muovermi, in tutti i sensi
lo spazio è angusto, premo il pulsante rosso acceso
musica ad alto volume fa gracchiare le casse
una luce dall’alto illumina un palo dorato
che piovendo dal soffitto si conficca nel pavimento
raggiungo il tubo e do inizio allo spettacolo
Una due tre finestrelle si accendono
tre porci sbavanti mi osservano famelici
con le mani nascoste compiono gesti inequivocabili
Eseguo il mio monotono numero
le stesse gestualità tutte le volte
scivolando e giocando col freddo palo
devo saper fingere bene
l'effimero piacere per dare piacere

Le luci si spengono e torna il santo buio
mi accarezzo amorevolmente l'intima nudità
violentata da avidi occhi perversi

Mi ricompongo guardando i miei resti allo specchio
sono una donna che abbisogna amore vero
ma purtroppo elargisce amore fatuo...


Roberto Vezzelli - Gli occhi escono dal buio

Incontro al giorno
La stanchezza del cammino
Resta un ricordo
Attraversi di nuovo la radura
L’astore ci scorgerà
Tra i rami
Respiro affannato
Cuore silenzioso
Tracciando la via
Sulla neve vecchia
E dolce affacciarsi sul cielo
Cucire i pensieri
Alle nubi vaganti
Un filo rosso ed un filo rosa
Chimere
Incontrate ogni notte
Ai piedi della quercia madre
Vorrei udire l’eco che accompagna il fiume
Ballare
Il giorno di sant’Antonio
Un fazzoletto al collo
Nel paese
Bere il vino aspro
Fisarmoniche a festa
Una sola volta ogni anno
Usanza antica
Alle falde dell’Alpesigola
Scendere al ponte
A piedi scalzi
Come bambini
Scoprire gli amanti
Nascosti nell’erba
Luce serale
Vesti fiorite
Sbocciate a marzo
Oltre vetri sottili


Simona Gulluà -  Maledicenza

Quante parole buttate al vento
feriscono il dono della sensibilità
vipere che vomitano sentenze
l’invidia fa da padrona sempre.
Saccenti  lingue biforcute
imprimono odio nel tono di voce.
A volte sono maschere gentili
ma ingannano i cuori
cercando di screditare 
ciò che non potranno mai diventare.
Le ferite inflitte restano sulla pelle
di notte le accarezzo per non scordare
le buone intenzioni di chi mi ha fatto male.
Pagliacci nella vita 
vigliacchi nell’anima finta
vedo sguardi abbassati per vergogna
evitare i miei la vera gogna.



Stefano Benati - Un piccolo armadio


In quel ristretto e minuto luogo,
contenitore di cose e pensieri,
hai riposto parte della tua esistenza.
Testimone discreto di tredici anni,
della tua intensa e preziosa vita,
ha raccolto e celato tanti momenti.
Felicità, tristezza, giorni allegri, malinconia,
come un servo fidatissimo,
ha nascosto tutto nella sua devozione.
Ora lo lasci, un altro prendera' il suo posto,
avrai nostalgia di lui, lo ricorderai,
ma il tempo è galantuomo e
di quel piccolo armadio, come di ogni cosa,
resterà soltanto un tenue e sfumato ricordo.

Ricordo di scuola.


Vanna Bassoli - In gabbia

Uccelli impazziti
in una gabbia
rotta e arrugginita
sbattono
senza senso
contro la rete
e tra loro,
qualcuno trova l'uscita
e sparisce nel nulla.
Come i pensieri
nella mia mente malata
talvolta
tutti insieme
se ne vanno.