giovedì 30 marzo 2017

NOI SCRITTORI III


Alberto Rizzi - Ventiquattro

! Ma qual disagio
quale meraviglia
ch’a tutto ci s’abitua
(già lo mi’ nonno bene lo dicea)
che poi ‘sto dit’inpiù
che c’ho per ogne mano
 per ogne pede pure
lesto m’aiuta in qualitànte cose…
Nell’a pranz’o cena meglio smantellar
d’un pepperone la cerosa cute
nel ricontar piùsvèlto
queste oppure quelle cose
nel quend’ero più bambino
il piùràpido pulirmi
 con più dit’appùnto
e naso e orecchie in coro
E nel dimèglio forse suonar
 io credo
quàlesiprènda istrumento a corde
 ad arco
 a fiato con li buchi
! io credo
Dacché di suonar francamente mai non mi curai…
Ma poi
 guarda
? non mi son come gli apostoli
queste mi’ dita
 in conferma di numero perfetto
di per trévolte quattro fatto
E che
 ? ‘nvidioso se’ tu
per di meno averne
! Ma io con giubiloso
 irriverente
 rinforzato marameo
in faccia alla tu’ faccia

! con queste dit’inpiù io ti congedo


Andrea Micolini - La forza dell'anima

Com'esula 
quella forza che 
noi c'incanta.
Com'è giusta
la sua giustizia
che sopra ogni male,
cosciente, prevale.

Com'è luminosa
la luce
ch'essa produce;
che convince,
che innamora chiunque 
sappia credere in essa.

Grande la sua forza 
che tutti abbiano 
ma che pochi sanno cosa sia,
la forza dell'anima 


Claudio Reverberi - L'amore vero sa di zucchero

Con parole nuove
tutto è cambiato
la terra ha fatto il bucato...
Il Natale è Gesù
nataleggia anche tu
un sapore diverso
che resta nel cuore
senza problemi di glutine
intossicazioni
alla faccia di tutti i pandori
e i panettoni... 

Gesù
è il tuo zucchero a velo
l'amore che salva davvero


Claudio Sgarbi - Epilogo
  
Se una sera vorrai ricordare
i bei momenti del passato
lascia che sia una dolce musica a cullare
la nostalgia del fato

se una sera vorrai ricordare
i giorni dell'ira e dell'impegno,
lascia che sia  l'ideale da onorare
a far vibrare lo sdegno

se una sera vorrai ricordare
le zingarate con gli amici,
lascia che il vino faccia levitare
la memoria delle osterie sotto i portici

se una sera vorrai ricordare
i giorni timidi e impetuosi del tuo amore,
lascia che sia la tua passione a trasportare
la ragione dalla parte del cuore!


Elio Caterina

Non so più dove recarmi.
I cancelli che ho nel cuore 
si sono chiusi,
sbarre arrugginite 
che non temono la notte.

Sono vicino alla finestra 
coi miei malconci occhi
a fingermi uomo o santo
quasi fossi d’autunno un albero
che scrolla le sue foglie.

Così resto in questo luogo
e passo dopo passo 
raccolgo i fogli sparsi nella stanza:
leggo ad alta voce 
quasi a farmi sentire dal mare 
o dalla pallida luce d’un morente lumino.


Giacomo Ingrami - Grazie ragazzi (del secolo scorso)
La mia generazione, sempre malcontenta,
sempre più convinta che non vada bene niente,
perchè d’accontentarsi non vuol sentir ragione
ed ha abbandonato ogni tradizione.

La mia generazione pensa all’apparire
e senza cognizione spende nel vestire,
nell grosse macchine e nel cellulare
e si trova sempre piena di rate da pagare.

Ma se penso a mia nonna,
che tira la sfoglia,
con tanta di quella voglia
che fa meraviglia.

E se guardo quell’uomo anziano,
coi capelli color argento
che coltiva il suo orto
ed è sempre contento.

Grazie ragazzi del secolo passato
grazie per tutto, per l’esempio che ci avete dato,
bisognerebbe imparare dalla vostra umiltà
e venire un pò a scuola per vedere come si fa.
grazie ragazzi del secolo passato. 


Jean Bassmaji - Luna spiona

Oh luna
parlami di te e
raccontami di quello che vedi
spiando le finestre chiuse
raccontami della malvagità
dei loro programmi funesti
oh luna spiona
raccontami della disperazione,
della gioia, delle passioni mancate e
di quelle smisurate di tanta gente
Oh luna
parlami dei segreti nostri che ormai
stentiamo a conoscere.


Nerina Ardizzoni - Acque...

Freddo ci raggiunse il silenzio,
sulla riva del lago,
- le alghe danzavano
e le bolle rincorrevano la luce -

Timida ci raggiunse la notte,
sulla riva del fiume,
- il sole illuminava la ghiaia
e le foglie brillavano, verdi.-

All'improvviso ci raggiunse il sogno,
sulla riva del mare,

erano braccia dischiuse all'abbraccio
e occhi aperti all'amore.


Roberto Roganti - Emilio

scivoliamo veloci sul nastro asfaltato
fendendo la fitta foschia primaverile
        muti e caldi nell'abitacolo
freddi e sanguinanti nei nostri cuori
in viaggio per l’ennesima e
        non ultima trasferta di morte

sorrisi di circostanza sul sagrato
        dentro fruscii di fazzoletti soffiati
mormorio liturgico a labbra contratte
        profumo di incenso tra i banchi
acqua benedetta a pioggia delicata
        il tuo nome echeggia nell'omelia

il feretro si muove per la buia navata
scortato da mute bocche e occhi languidi
        sparisce inghiottito dalla tetra diligenza

ultimi commiati a denti stretti
consci purtroppo di doverci  rivedere
        inevitabilmente troppo presto

intanto Emilio marinerà la prossima volta


Roberto Vezzelli - Gli occhi escono dal buio

Incontro al giorno
La stanchezza del cammino
Resta un ricordo
Attraversi di nuovo la radura
L’astore di scorgerà
Tra i rami
Respiro affannato
Cuore silenzioso
Tracciando la via
Sulla neve vecchia
E dolce affacciarsi sul cielo
Cucire i pensieri
Alle nubi vaganti
Un filo rosso ed un filo rosa
Chimere
Incontrate ogni notte
Ai piedi della quercia madre
Vorrei udire l’eco che accompagna il fiume
Ballare
Il giorno di sant’Antonio
Un fazzoletto al collo
Nel paese
Bere il vino aspro
Fisarmoniche a festa
Una sola volta ogni anno
Usanza antica
Alle falde dell’Alpesigola
Scendere al ponte
A piedi scalzi
Come bambini
Scoprire gli amanti
Nascosti nell’erba
Luce serale
Vesti fiorite
Sbocciate a marzo
Oltre vetri sottili


Simona Gulluà - Ti darei un bacio

Che sapore hai
Ti darei un bacio 
Non sai quante volte
Vorrei tanto aprire gli occhi 
E averti qui
Ho paura di questo sentire
Di quel che sarà 
Ma il brivido di quel momento
Vale tutta una vita


Vanna Bassoli - Sogni infranti

Sogni infranti
speranze svanite...
nel nulla.
Raccolgo
cocci pungenti
sanguinanti,
ferite profonde
dolenti
che affannano il respiro.