mercoledì 10 maggio 2017

La riflessione di Stefano Pivato e Anna Tonelli: tra sport, propaganda e politica

di Luigi Malavasi Pignatti Morano

«Il primo vero dolore collettivo del dopoguerra fu causato da una sciagura sportiva». Così scrive Paolo Spriano – noto studioso autore di una monumentale Storia del Partito comunista italiano in più volumi (tutti editi da Einaudi) – a proposito della tragedia di Superga del 4 maggio 1949, quando l’aereo che trasportava i calciatori del Grande Torino si schiantò contro il muro della basilica. L’episodio suscitò enorme emozione popolare, con i funerali che si trasformarono in un momento di grande commozione generale in tutta la penisola.

Da Superga – dramma sportivo di un paese che si affannava per lasciarsi definitivamente alle spalle le macerie, morali e materiali, della guerra – prende le mosse un’interessante riflessione di Stefano Pivato e Anna Tonelli (entrambi docenti di Storia contemporanea presso l’Università di Urbino), contenuta in un bel libro che, a dispetto degli anni accumulati, conserva intatto un innegabile acume interpretativo: Italia vagabonda. Il tempo libero degli italiani dal melodramma alla pay-tv (Carocci, 2001). Scrivono i due storici: «Nell’immaginario collettivo la morte del campione dello sport, espressione di vitalismo, crea sempre una forte emozione e la scomparsa di grandi campioni dell’automobilismo (Varzi nel 1948, Ascari nel 1955, più di recente Ayrton Senna) o del ciclismo come Fausto .....