venerdì 26 maggio 2017

NOI SCRITTORI VI



Alberto Rizzi

ANTIPASTI

1) – La bruschetta

Sappi
              che questo è un antipasto
fra tutti quel forse di più esimio
  per forza di banal sua stessa
mescolanza eppur geniale
che in tavola permette a chi l’ascolti
comprendere il detto d’un grand’uomo
che con saviezza era solito asserir
“nel meno stare il più”
e pure noto fu per fare bei palazzi
T’accerterai che il pan che stai tagliando
in fette bell’àmpie e pronte al foco
di toscana razza il sia
                                    quello che man d’uomo con mucho acume fé’
senza ricorrer all’uso de lo sale
E quando d’alta brace l’avrai tolto
                                                               su quella faccia dal calore indùrta
soffregherai con forza spicchio d’aglio
(badando ben che il pane ancor sia caldo)
sì che del bulbo il pregio
s’alzi per l’aria in forma di vapore
con ciò pungendo per l’afrore suo
l’olfatto di chi ‘ntorno aspetta e spera


Spanderai poscia copia di sal fino
e infin vi verserai dell’olio
 meglio se pure quello di Toscana
con forte gesto munto dalle olive
e meglio se non aspro
a parer mio
ma un po’ tendente al dolce
allo fruttato
E basta questo per tanta leccornia
è tutta qui la forza al compagnarsi sua
(tu non badare al molto bastardir
che di tal ricetta
                                                        da troppo tempo ormai
si fa in tantissimi locali
con l’aggiungèr di cose sia pur buone)
è tutta qui sua forza
  che con sì breve fare
un cibo ci regala
                                     che per avvio di pranzo
fin per gli Dei più non v’è di degno


Andrea Micolini - Pensandoti

E ricordo ancora quei mille pensieri che,
sotto una notte di luna piena,
salivano in cielo
per essere accuditi dalle stelle.

E ricordo quei momenti
passati con te,
a illuminarmi l'anima di gioia...

I miei pensieri sono tutto ma poco
sono forti ma esuli
perché i miei pensieri sono come
il tepore d'un tuo sorriso!


Claudio Reverberi - Gesù pan di stelle

Non sia solo una vetrina
o un mal di bene passeggero
Tu sia sempre mio presente
Tu davvero

questo aspetto nel dicembre
la tua data è una promessa:
compleanno sulla Terra
che non resta più la stessa

soffio le tue candeline
sei la torta contro il male
fetta a fetta nel mio cuore
Tu l’eterno
mio Natale…


Claudio Sgarbi - Non ho l’età per What’s App.

Al termine della  partita Follonica –Modena, che ha mandato in fibrillazione tutti i circuiti nervosi e in tilt anche le comunicazioni panchina – campo, sommerse dal frastuono assordante di tifosi tambureggianti in stile “assalto alla diligenza”, ancora immerso nel caos post partita fra contestazioni, time out, arbitri, gol regalati  e sanzioni inventate, rimostranze e lamentele varie, cominciano ad arrivare anche sms e messaggi vari da parte delle redazioni giornalistiche che richiedono il tabellino di gara , il risultato, il commento e così via…roba da piangere ululando…cionostante…ci provo…mi avvicino al tavolo dei cronometristi letteralmente assediato da  giocatori , dirigenti, arbitri e cerco di fare una foto del referto gara, tra uno spintone, un urlo e un vaffa riesco a fotografare in ordine:
1 la punta del mio piede destro
2 la gamba del tavolo
3 le gambe della bella cronometrista al tavolo,
4 il mio orecchio sinistro
5 una plafoniera del soffitto
Infine riesco anche a fare anche una foto del referto con l’intenzione di spedirla poi alle varie testate giornalistiche modenesi, ma non c’è né tregua né pace..gli arbitri mi inseguono per la firma del referto, e per la consegna dei documenti, i corrispondenti dei giornali continuano a telefonare e riesco solo a vedere sullo schermo del cellulare il numero di coloro che chiamano senza sapere chi sono , il rumore e il caos avvolgono tutto e tutti e non si riesce a sentire niente fuori dal frastuono ambientale.
Cerco comunque di spedire la foto del referto e di mandarla a tutte le ultime chiamate, ma faccio un casino pazzesco fra foto  e-mail e numeri iscritti a What’app, mi si ingarbugliano le dita , mi spariscono le videate del telefonino, si confondono con altre applicazioni, si apre l’app delle previsioni meteo e subito dopo una app musicale, non ci capisco più niente,  spedisco la foto del mio piede destro a Prima Pagina e quella delle gambe della cronometrista alla Gazzetta, il Resto del Carlino si deve accontentare del mio orecchio sinistro, sono nel panico più totale  e maledico la tecnologia, poi finalmente riesco a beccare Lanzani che esce  dalla doccia e in un nano secondo ristabilisce comunicazioni, schermate, post, ms, e spedizioni varie..a questo punto posso finalmente rilassarmi…, ma che fatica …peggio che lo stress durante l’intera partita…non ho l’età per what’s app.
Più tardi, sulla via del ritorno in pulmino, un altro dei miei ragazzi mi chiede di vedere il referto; immagino che voglia controllare quanti gol ha fatto ed invece vedo che va a controllare il nome della cronometrista…non capisco…poi vedo che comunica il nome al resto della squadra e tutti cominciano a smanettare coi maledetti telefonini , fino a quando arriva un’esclamazione accolta da urla di giubilo…Beccata!!! Seguita subito dopo da “ ha accettato l’amicizia” e giù tutti a testa bassa di nuovo a smanettare “ha accettato anche me” anch’io” …sono tutti su face book a raccogliere informazioni sulla cronometrista…tifa Juventus, grande… è da sposare! ..è di Grosseto ed è fidanzata con un giocatore di Pallamano!.
Incredibile, nel tratto di strada Follonica Livorno tutta la squadra arriva a conoscere vita , morte e miracoli della bella cronometrista grossetana, i più fortunati riescono a combinare un appuntamento con le sue amiche…e io che non sono nemmeno riuscito a mandare una foto tramite telefono… non ho più l’età neanche per Facebook.


Elio Caterina - ...è il tempo che mi costringe

...è il tempo che mi costringe
a voltarmi e rivoltarmi
cercando di capire il senso
dell'ansimare.
Poi... mi adagio in poltrona
ad ascoltare
dell'acqua il gocciolare.


Fabio Meloncelli

In nome delle foreste sempre verdi dell'acqua trasparente in cui ti perdi.
In nome degli spazi incolti dei deserti dei tremolii incerti, dell'aria che gonfia i mari, delle fasi lunari. 
In nome di lacrime di bambino quando non gli sei vicino. 
Dei profitti delle guerre che devastano le fertili terre. 
In nome delle gioie dei primi giorni di vita sapendo che forse sarà breve ma sempre infinita.
In nome dei colori del profumo dei fiori, del volo degli uccelli degli insetti affinché tutti si sia un po protetti.


Francesca Lavinia Ferrari - IO SONO QUESTA

spesso adagiata su un fianco
[l’altro scoperto]

vestita d’un filo di fumo
[un pensiero trascritto sul dorso]

questa nei momenti di quiete
ma tigre nelle ore arrabbiate
[del giorno]

tra asfalto e sudore
unghie e neve

mentre suono coi piedi la terra
e mi torna il rimbombo di un mondo satollo di nulla.

La mia irrimediabile pupilla
è metropolitana e ti misura
[in piani].

Va la belva che il buio ammansisce.
Errando.

Ditemi chi sono e chi cerco 



Giacomo Ingrami - Ombre sul mare

Ho provato a immaginare 
di trovarmi in riva al mare,
la tua mano nella mia 
e restare li a guardare

lentamente le nostre ombre 
che si allungano sulle onde
dietro a noi all’orizzonte
lentamente il sole scende.

Poi tenerti qui vicino
fino a che verrà il mattino
e tenerti tra le braccia 
con la sabbia per cuscino.

Risvegliarti coi gabbiani
che già volano lontani
carezzando i tuoi capelli
dolcemente con le mani.


Jean Bassmaji - La pioggia

cade la pioggia lentamente 
toc   toc    toc   
goccia dopo goccia 
piano, piano 
accarezza la pozzanghera provvisoria 
creando una danza innocente.

un raggio di sole 
si inserisce nel gioco 
invade la loro intimità 

i movimenti di superficie 
dell’area, dell’acqua e della luce 
si intrecciano con armonia
in una danza sempre più intensa.
i contorni  disegnati
appaiono sempre più sensuali
il mio sguardo fissa lo spettacolo  
per vedere riflessa 
la tua indecisa immagine. 


Nerina Ardizzoni - I giorni

I giorni sono più lenti,
la nebbia rallenta i minuti,
il tempo impigliato nei centrini
è prigioniero nella casa.
Incubi senza emozioni
popolano cuscini di ovatta,
ombre tutte uguali
rincorrono stazioni lontane.
Mancano i pensieri,
mancano le voci.
Il tempo veloce della ingenuità,
della luce, dell'attesa dell'alba,
lo ricordo appena.


Oriano Tommasini - La luna

Quando la luna in ciel bacia la terra,
col suo bagliore bianco come neve,
sembra la mamma accanto al suo bambino,
che allunga la sua mano e lo accarezza.

S’incurva col suo manto nella notte,
e.. avvolge tutto il mondo mentre dorme
solo gli innamorati, hanno lo sguardo dolce
risplendono d’amore e te li baci in fronte
e po' facendoli sognare sempre più
strizzi l’occhio a chi ha il nasino in su’.

Ma…ascolta la preghiera mia sincera,
che lancio nello spazio questa sera
 indica la retta via a chi si sbaglia
oscura la notte là dove c’è battaglia,
e mentre un bambino dorme nella culla,
fagli luce affinché la sua vita,
non si perda nel nulla.

Ma soprattutto a chi soffre da anni,
e anche a chi vive negli affanni,
dagli una carezza questa sera,
affinché la sua vita sia meno nera.

Ma è quasi l’alba e tutto ormai si desta,
un raggio di sole completa la tua festa,
e mentre lui ti bacia sulla mano,
ci fai un saluto e… scompari piano piano.


Rosario Castronuovo - Non dirmi

Cristallo sottile e puro, sei
rifletti luci e fiamme
vibrando canti
a ogni lieve contatto
o alito di brezza,

non indagherò,
mi intriga ma
non voglio sapere,
non svelarmi se sei vetro
che imita


Roberto Roganti - Giorgio
(Mio fratello)
  
Osservo mio fratello
attonito       interessato       curioso
guarda quello che faccio
Ho un foglio e una penna in mano
l’aria pensierosa       ogni tanto
        scrivo qualcosa
               cancello qualcosa
                      correggo qualcosa
Lui segue le mie mosse
non fiata       non chiede
conta i secondi       nervosamente
        sull’orologio
Poso la penna       lo guardo       gli sorrido

“Fatto!”
               Lui mi guarda meravigliato
                                “Ci hai messo meno di un minuto...
                                         Come fai a scrivere una poesia
                                                        in così poco tempo?”
“Mi viene dal cuore
mi viene da dentro
quando la sento       la penso
la medito       e la scrivo        di getto
Ora te la leggo:
Osservo mio fratello ...”


Roberto Vezzelli

quel selciato 
a fianco della spiaggia grigia 
sotto la torre di guardia 
sotto il battere del tempo

le braccia del poeta 
solcano quel mare nel sogno 
forse nel ricordo

onde nel vento 
frittura al circolo endas 
in fondo al vicolo 
tra odor di gatto e latrati

guardiamo la città 
nel silenzio invernale 
le cose cambiano 
il Varignano giallo ocra 
vele 
ponti fantastici 
in ferro e legno

grida di porto 
stemperano i moli 
palme e caffé 

passi perduti


Stefano Benati - La mia adorata Bassa

Come è bella la mia adorata Bassa,
illuminata da un sole splendente
che fa apparire le gocce di rugiada
un tappeto luccicante di pietre preziose.
Le ultime foglie multicolori
si aggrappano ai rami degli alberi, ormai spogli, 
verdi germogli escono dal terreno e 
promettono farina e pane per l’anno che verrà. 
Come amo questa mia bassa, 
lacerata dalla paura del tremore della terra, 
dall’impeto dei fiumi, dalla forza del vento, disperata, 
spaventata, lacrimante, ma 
sempre pronta a rimboccarsi le maniche e a ripartire.
Oh! Mia accogliente Bassa, vivo in te,
lavoro in te e in te ripongo speranze e aspirazioni 
e quando verrà il momento…
terra sono e terra ritornerò,
sparso nelle tue ampie distese
a respirare il profumo della campagna…
in te abbraccerò il sonno eterno e
anche io sarò parte della mia adorata Bassa.


Simona Gulluà - Amore

Amore
Sei qui dalle mie parti
ti saluto in questa serata stellata
paura assurda di perderti
paura sincera di viverti.
Ti ho trovato (non) per caso
mi hai detto che vuoi me
non un momento insieme
una vita ancora.

Amore
cosa pensi che sia il tormento?
E’ una luce fioca nel buio di una stanza
notte fonda al risveglio
la pelle suda fredda
hai capito chi sono.
Mistero accucciato in un corpo di donna
anelito di un sogno che sparirà
resterà solo l’ombra.

Amore
dammi il tuo tempo
che ti angoscia quando gli occhi si chiudono
lo porterò via per te
e lo getterò dall’alto del dirupo
mentre mi accingo all’ultimo volo.
Dentro me qualcosa che non so spiegare
che non si può capire
lo puoi solo percepire… forse.


Vanna Bassoli - Dove corri?

Ehi, tu, dove corri?
Dove vai?
Perché ti affanni?
Vuoi inseguire la vita?
Lei non ti aspetta…
Perciò rallenta
Fermati
Assapora l’attimo
Godi gl’istanti
E non guardare troppo avanti.