lunedì 29 maggio 2017

Roald Dahl (Llandaff, 13 settembre 1916 – Oxford, 23 novembre 1990)

di Nerina Ardizzoni

Roald Dahl nasce il 13 settembre 1916 nel Galles, da genitori norvegesi. All'età di sei anni perde la sorella maggiore e, poco dopo, il padre. La madre decide di rimanere in Inghilterra e di far studiare i figli nelle rinomate scuole inglesi. Per il giovane Roald i dieci anni trascorsi nelle scuole inglesi sono terribili, pieni di punizioni corporali, soprusi e cattiveria. Terminate le scuole superiori decide di lasciare l'Inghilterra; assunto dalla compagnia petrolifera Shell, accetta di andare in Africa.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale diventa pilota della RAF. Durante una incursione il suo aereo viene abbattuto sul confine libico, Roald riporta gravi ferite, rimane ricoverato in ospedale per sei mesi, ma si salva. A guerra conclusa viene inviato come diplomatico a Washington. Qui inizia a scrivere, prima una storia ispirata alle sue avventure durante la guerra Shot down over Libya, poi racconti e romanzi per bambini, infine sceneggiature cinematografiche, Gremlins , Agente 007 Bersaglio Mobile e Agente 007 Si vive solo due volte, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.

Il primo libro di successo è James e la pesca gigante, pubblicato nel 1961.
Sposa, nel 1953, l'attrice Patricia O'Neal e diventa padre di cinque figli. Ma il destino non gli è amico, la figlia Olivia muore a sette anni per complicazioni del morbillo e Theo, l'unico figlio maschio, viene investito da un taxi, mentre è in carrozzina, e riporta lesioni incurabili (idrocefalia). Lo scrittore con due amici, un ingegnere e un neurochirurgo, mette a punto la valvola -chiamata WDT- per alleviare la pressione endocranica e contrastare gli effetti dell'idrocefalia. Il congegno verrà utilizzata da molte persone con problemi analoghi.
Nel 1965 la moglie viene colpita gravemente da ictus, Roald Dahl non si perde d'animo e riesce a mettere a punto delle tecniche riabilitative che, oggi, sono nelle procedure standard nel mondo per il trattamento delle vittime da ictus. Rimasto vedovo si risposa, nel 1983, la seconda moglie gli starà vicino fino alla morte, avvenuta il 23 novembre 1990, per leucemia.
I suoi romanzi più famosi sono: Il GGG, Le streghe, Matilde, La fabbrica di cioccolato. 

Dai romanzi citati sono stati tratti film di grande successo. Il tema cardine delle sue storie per bambini è “l'orfano”, protagonista messo a dura prova dalla malvagità umana, ma questo “eroe bambino” trova la forza di separarsi dagli adulti malvagi della sua vita, con l'aiuto di un personaggio positivo, non sempre magico, anzi, a volte unicamente umano: sia d'esempio la giovane e modesta maestra di nome Miss Honey, alla quale Matilde si lega per sfuggire alla famiglia. Roald Dahl ci rende partecipi dei sentimenti dei suoi personaggi: ci fa tremare di paura con il bambino protagonista di Danny il campione del mondo, che si addentra nel bosco del prepotente Sig. Hazell, stesso sentimento quando leggiamo Le streghe, ci rincuora quando comprendiamo che il Grande Gigante Gentile, rapitore di Sofia, è in realtà un essere meraviglioso e buono. Dahl, con le sue storie, si prende una rivincita sulla sua esistenza, è facile riconoscere nei personaggi dei romanzi, tanti protagonisti della sua vita reale: Boy è quasi una biografia, la signorina Spezzindue, in Matilda, ricorda le sorveglianti degli istituti inglesi, le streghe ricordano “brave signore”, che in realtà sono donne malvagie. Dahl racconta ai bambini che nel modo il male c'è, ma con forza e determinazione si può superare.

Alcune sue frasi


E soprattutto, guardate con occhi scintillanti tutto il mondo intorno a voi, perché i più grandi segreti sono sempre nascosti nei posti più improbabili.
Coloro che non credono nella magia non potranno mai trovarla.
Gli adulti sono creature piene di stranezze e segreti.
La vita è più divertente se si gioca.
Non ho niente da insegnare. Voglio soltanto divertire. Ma divertendosi con le mie storie i bimbi imparano la cosa più importante: il gusto della lettura.

«Papà, mi compreresti un libro?» «Un libro? E per che cavolo farci?» «Per leggerlo». «Diavolo, ma cosa non va con la tele? Abbiamo una stupenda tele a ventiquattro pollici e vieni a chiedermi un libro! Sei viziata, ragazza mia!» (Matilde)

Se io fossi preside di una scuola, mi sbarazzerei del professore di storia, e lo rimpiazzerei con un professore di cioccolato: almeno i miei allievi studierebbero un soggetto che li riguarda da vicino. (La fabbrica di cioccolato)

«Tesoro mio – disse infine la nonna – sei sicuro che non ti dispiace essere un topo per tutto il resto della tua vita?». «Sicurissimo – dissi. – Non importa chi sei né che aspetto hai. Basta che qualcuno ti ami». (Le streghe)


Fonti
www.biografieonline.it