lunedì 26 giugno 2017

Abraham Merritt - Brucia, Strega, Brucia




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PRESENTAZIONE
di Riccardo Valla

A. Merritt, nato nel 1884 nei pressi di Filadelfia, morto in Florida nel 1943, dopo avere iniziato gli studi di legge passò al giornalismo fino a giungere alla direzione di uno dei più importanti settimanali americani. Giornalista di professione, scrittore per diletto e senza finalità economiche (a differenza di molti suoi colleghi scrittori, primo fra tutti E.R. Burroughs che confessava candidamente di avere scritto i primi romanzi «per fame»), la sua produzione è relativamente limitata: una decina di opere, ma è stata sufficiente a farlo considerare uno dei classici del romanzo fantastico del primo dopoguerra.
La fama di Merritt è sorta da alcune opere scritte tra il 1919 e il 1934, quando gli impegni giornalistici lo constringeranno a rinunciare a scrivere romanzi, e il suo esordio seguiva il filone avventuroso di H. Rider Haggard e di E.R. Burroughs, ambientato in lontani paesi dove sopravvivono antichissime civiltà sconosciute. A questo tipo di storie egli fu probabilmente portata da una serie di avvenimenti di cui era stato protagonista in gioventù, quando ai suoi inizi come giornalista, era stato testimone di un fatto scottante (che non volle mai rivelare, ma che evidentemente coinvolgeva qualche importante personalità) e perché mantenesse il silenzio furono esercitate pressioni su di lui per convincerlo a prendersi una lunga vacanza all'estero, tutte le spese pagate.
Merritt così trascorse tutto l'anno seguente in Messico e nell'America centrale, vivendo tra gli indigeni ed esplorando le rovine Maya. Questo interesse per le civiltà perdute e per le leggende, le religioni e i riti primitivi sarebbe poi apparso nelle sue opere sotto forma romanzesca: in Through the Dragon Glass un gioiello sottratto dal palazzo imperiale di Pechino è la chiave per passare in un altro mondo; in People of the Pit un esploratore scopre in Alaska un cratere vulcanico abitato da una razza extraumana; in The Moon Pool una misteriosa sorgente di forza trasporta il protagonista in un fantastico regno sotterraneo abitato da sapienti immortali, bellissime sacerdotesse, creature preumane; in The Ship of Ishtar un gioiello a forma di nave è l'inizio di un'avventura negli antichi regni babilonesi, in mezzo alle lotte di sacerdoti di due divinità opposte.
Queste opere compaiono su una pubblicazione avventurosa popolare: «Argosy All Story», la stessa che alcuni anni prima aveva lanciato Burroughs con Tarzan delle scimmie e con i romanzi interplanetari del personaggio John Carter, e rispettano i canoni dello Scientific Romance, caratterizzato dal presentare avventure con componenti amorose (il Romance) in ambienti ricchi di spunti fantastico-scientifici. Nello Scientific Romance la storia d'amore è ottocentesca, le eroine sono «donne eterne» alla Haggard, principesse alla Burroughs, sacerdotesse demoniache o angeliche tutte aggettivi, e il termine «scientifico» è da prendersi nel senso più ampio, perché copre anche fantasie a sfondo archeologico, mesmerico, esoterico, pre-adamitico.
Verso la fine degli anni venti però il gusto del pubblico cambia: sorgono le riviste specializzate che pubblicano ciascuna un ben definito genere di storie, e lo Scientific Romance diventa fantascienza accentuando la componente scientifica (e in molti romanzi scomparirà la parte Romance, sopraffatta dal gusto per il meraviglioso scientifico). Questo cambiamento nei gusti del pubblico non tocca né Burroughs né Merritt, che continuano a riscuotere un notevole successo tra il pubblico vecchio e nuovo, e che ancor oggi mantengono immutato il loro richiamo, ma in quegli anni Merritt lascia lo Scientific Romance per un altro genere di opere: le civiltà perdute scompaiono, l'ambientazione si sposta al mondo contemporaneo, ma il carattere fantastico è ancora presente sotto forma di sinistre potenze che agiscono sconosciute.
È questo il periodo delle opere di massimo successo di Merritt: il romanzo Seven Footprints to Satan, imperniato sulla figura di un uomo che si chiama Satana e che tiene in potere un gruppo di criminali, desta subito l'interesse del monto cinematografico e ne viene tratto un film ; qualche anno dopo, un secondo film è tratto dal presente Burn Witch Burn!, con Lionel Barrymore nel ruolo di Madame Mandilip.
Con Burn Witch Burn! (1932) la produzione di Merritt si avvicina però alla conclusione. Nel 1934 comparirà ancora un romanzo, e successivamente egli si dedicherà solo più alla revisione dei romanzi precedenti per le edizioni in volume, ma per la sua carica di suspence, per l'abilità con cui riesce a creare una atmosfera di allucinante meraviglia, Burn Witch Burn! resta uno dei capolavori di Merritt in assoluto.