venerdì 30 giugno 2017

NOI SCRITTORI IX



Alberto Rizzi - GLI OCCHI MALE ALTROVE

Mai sarà mio lo sguàrd’avvizzìto del vecchio
  lo sguardo dell’avvocato
assassino di genti
  quello d’un giornalista ipocritato
per pianto di notizie false
nell’uggiosa giornata plena de lo squittire suo
  d’una puttana
smaniosa d’un conforto ch’a suepólpe
s’appenda sottoforma di denaro

Mi tengo l’accavallìo d’immagini tante
  che paio fa con vostra confusione
e guàrd’altróve anche quando parlo
come voi
nel buiofìtto di menzògnevòstre
che fissate il vuoto
con puntine da disegno e sangue
al muro di chi abulico mi crede

Anche se non v’è compenso
al dolore de’ nervi sótt’il cranio
  vedete come so toccar
con mano fòrtefàtta d’esperienza
gli oggetti che discerno

Così è d’impaccio a voi
il mio diatonico guatare
a voi perfetti fuori
e al fondo marci dentro

mentre che io dimostro
a chi già meglio sappia di vedere
l’ennesimo diritto al rimaner mestésso
per sempre come sono


Andrea Micolini - Girando il mondo

Girando il mondo con le ruote o con l'immaginazione
con i piedi o con la forza, mai si arriva ad una conclusione;
con il sospiro ed il respiro
nascosti da ogni pensiero;
con la forza e con la speranza
di tutto il mondo intero.
Girando il mondo con 4 rotelle in fila
come degli indiani
nomadi di pensiero;
basta che pensi a ogni giorno
come se fosse l'unico della tua vita
Miracoloso, meraviglioso
con la speranza la tua vita è infinita


Claudio Reverberi - 2015 auguri di buon anno

Per queste notti stellate che il tempo
ci porta via
per tutti i nostri amori a passeggio
sopra e sotto Natale, con la tredicesima nel cuore
le pastiglie in tasca per guarire dalle troppe libertà
per tutti noi
mai conosciuti l’uno all’altro, a volte soli
come si può essere soli nei giorni di festa
come grani di sabbia dentro a spiagge indifferenti

al cielo, al tempo
ai nostri visi spalanchiamo

l’anno Nuovo.


Claudio Sgarbi - Trattoria Secchia

Eccoci qui,
un anno dopo
ancora a rincorrere
quel che resta di ricordi riesumati,
sospiri  e odori di ore trascorse.
Sempre gli stessi amici a tavola, 
che si ritrovano per ridere e scherzare,
sui  tempi andati e i momenti da ricordare,
a interrogarci su cosa siamo diventati.
Tante domande ancora senza risposte,
proprio come allora
quando eravamo adolescenti
che mordevano la vita coi denti
"...e Maruga che fine ha fatto?
…il Poldo  non l’hai più visto?
…e del Tonno non si sa più niente ?
...e Bango?"
Ognuno comincia a parlare 
di sé stesso e degli altri.
E a me piace ascoltare
per riportare dentro di me
un pezzo di ciascuno di voi 
per poterlo coccolare
per un altro anno ancora!


Elio Caterina - Non volevo staccarmi dal muro

Non volevo staccarmi dal muro,
io, affresco dal carbone negli occhi
volevo sognare la bianca fanciulla
volevo restare a guardare la piazza.

Oggi... a volte ti chiedi del vuoto lasciato
nell'intonaco, su cui passano ignari e distratti
i giorni che non accumulano ricordanze.


Fabio Meloncelli - Compare

Un cane, una volpe, un pollo e un lombrico
trovarono rifugio dalla pioggia sotto un fico.
E finchè durò l'evento naturale,
ognun dimenticò l'istinto primordiale.
Poi quando fu finito il temporale, fecero
giuramento solenne di rimaner compari.
E subito dopo poco il pollo mangiò il 
verme, e la volpe mangiò il pollo,
che dallo stupore rimase fermo e inerme,
il cane cacciò la volpe malandrina,
tutto insomma come prima.
E questa è la morale, per essere compari,
bisogna esser tutti nella merda, e 
son momenti rari.


Francesca Lavinia Ferrari - DITE QUANTO TREMORE

avete raccolto
dai nervi scossi dal vento

e deposto
in sacche di sonno

poi consumato
a spicchi nella testa tra le mani

…quanto tremore
sul volto immobile dei mimi

mimetizzato
nel nero dei loro costumi

mentre l’udito
reclamava parole

e la bocca
una calma matura

da baciare


Giacomo Ingrami - PARMIGIANO REGGIANO

Al centro dell’Emilia
dov'è nato il tricolore 
c’è un’isola famosa 
l’isola del tesoro.

Chiusa in basso d’al Po
e su fino al Cimone
partendo da Salsomaggiore
e fino a Sasso Marconi.

Nasce l’eccellenza 
del prodotto italiano
conosciuto in tutto il mondo
col nome Parmigiano Reggiano

E più diventa vecchio
ed è sempre più buono
la grana color dell’oro
questo è il re dei formaggi.


Jean Bassmaji - Parlo da solo

Spesso
parlo da solo
come se fossimo            due persone a confronto
Uno sono io            voglioso di raccontare
Il secondo            sei tu lontana e in silenzio

Sono certo
che le mie grida di passione ti giungono allegre
e le mie conversazioni            ti impongono compagnia

parlo da solo
con il tuo silenzio che ascolta le mie parole.
e il tuo dolce sguardo            che  legge le mie poesie
il tuo profondo inconscio            naviga nel mio pensiero

per vivere un breve incontro


Nerina Ardizzoni - Il fiume Reno

Percorre lento la pianura
e si sdraia nei nostri pensieri,
fruga con dita di fango
per intrecciarsi ai tronchi bagnati.
Scorre con acqua limacciosa ,
verso porti sconosciuti,
verso nuove anse,
verso nuovi mulinelli,
indifferente.
Braccia liquide abbracciano i ponti,
lambiscono le rive,
avide,
alla ricerca di nuovi approdi
alla ricerca della foce
per immergersi e scomparire

Nelle sue acque ha lavato i pensieri la solitudine
sulle sue sponde ha steso il bucato la follia.


Oriano Tommasini - Sensi

Scorrono gli spiriti voluttuosi,
sulle nostre carni inerme,
sudati sul viscido lenzuolo,
 corpi inanimati
spiriti maldestri
di amori assaporati,
cuori che lambiscono
i pori sudati,
come vele nel mare,
nella notte dei sensi.


Roberto Roganti - Le stelle cadenti

Quercianella (MO), 11 Agosto 1963

Mezzanotte. Cielo limpidissimo e pieno di stelle. Con la zia Lia siamo in spiaggia, sulle sdraio a scrutare la volta stellata. Lei ci consiglia di stare attenti e di fissare il cielo.
Dobbiamo esprimere un desiderio, ma in silenzio, appena vediamo una scia luminosa.
Ci spiega che quando le stelle muoiono cadono e noi vediamo la scia della caduta.
Ci spiega anche che quando vediamo la traccia loro sono già morte da centinaia di anni.
Io e Giorgio teniamo gli occhi spalancati, sono stupefatto perché noi siamo qui e loro sono là, noi siamo qui adesso e loro sono là allora, quello che noi vediamo è già passato... Di colpo una lucina attraversa l'orizzonte, cade in mare ... E poi un'altra e un'altra ancora.
Ho esaurito i desideri.
La zia mi dice che è il primo quello che conta.
Il giorno dopo il desiderio si avvera, nasce Gabriella, la mia sorellina...


Roberto Vezzelli

la sinagoga
sul lungotevere alberato
viuzze del ghetto
tavoli sul marciapiedi
da Giggetto
fiori di zucca fritti
e baccalà
in gennaio aspettavo
sotto il portico di Ottavia
fumavo sigarette nazionali
due pacchetti
nella rivendita disordinata
un commesso di mezza età
capelli lunghi grigi
gesti lenti
vecchia musica latina
tra le cartoline ingiallite
perline colorate
un Colosseo nella sfera di vetro
decalcomanie di pesci tropicali
almanacco
riflessioni per una visione
completa
dell’insieme
sono anni difficili
leggo Fenoglio di nuovo
il fango delle langhe in autunno
forse prenderò il treno in anticipo
come sempre


Rosario Castronuovo - Abbraccio

Se vuoi morire
abbandona lo scudo
prima o poi ti colpiranno,
ritornerai alla tua origine

appartieni al vento
e all’umanità che viaggia a piedi
raccogli odori e sfide, annusi
e riconosci l’aria che cambia

trilla il grillo parlante
e la goccia si scompone,
risale come foschia

ritrova il suo posto tra le nuvole
e dispettosa solletica, fastidiosa,
allegra provoca temporali

a consenzienti abboccamenti 
apre il cuore, appassiona la terra
che l’accoglie dentro


Simona Gulluà - Nella notte

Nella notte
in sella ai pensieri vagavo
la luna più su sorrideva
a lei parlavo
del mio fragile
grande cuore
che mai è stanco
ma a volte duole.

Tutto passa in fretta
tutto se ne va
è sempre più difficile
vivere la realtà
troppa gente intorno
troppe parole insieme
mi confondono
pesano come catene.

Una come me
che sul controllo
tutto costruisce
una sana apparenza
che di colpo svanisce
davanti ad occhi neri
colmi d’immenso
oltrepassano i miei
divorando ogni senso.

Dimmi chi sei
dimmi come fai
ti sento vicino
ti eclissi
te ne vai
lontano da me
da quella paura
lontano dal desiderio
che lento s'avvera.


Stefano Benati - Meraviglia

Si accende di un rosa tenue
e di un giallo sulfureo
quel cielo lontano,
dove il sole dolcemente scompare.
Ricordo piacevole, quei tardi pomeriggi
sulla strada del ritorno,
vissuti a contemplare 
la magia dei tramonti.
Belli quanto l’aurora del mattino,
avvolgenti come l’amore
quando è così grande.
Da poco ti avevo amata
e già mi mancavi
e nello spettacolare saluto
del giorno che moriva,
volava il mio cuore
nel pensiero sublime
della meraviglia che tu eri.


Vanna Bassoli - Cambiamenti

Tutto il mondo ormai è cambiato:
provate a fare un giro al mercato,
si sente parlare turco e cinese
è difficile trovare un modenese,
quelle belle parole che dicevano i nostri vecchi,
vera musica per il mio orecchio!
Oggi i ragazzi non le sanno più dire
e purtroppo non le sanno nemmeno capire.
La mia maestra i bambini li sgridava
se una parola in dialetto sfuggiva
e così, a forza di dai e dai
si è perso tutto, anche i soprannomi.
Ma è tutta la vita che è cambiata
chi c'è ancora che a cena mangia la panada?
E quali donne, finito di lavare i tegami
credete che oggi vadano ancora a fare due chiacchiere?
Niente da fare, c'è la televisione...
altro che stare lì con i racconti del nonno!
Lasciamola lì, tiriamo un po' via,
sennò ci viene addosso la malinconia.
E noi modenesi, quando ci troviamo
dai che in dialetto un po' chiacchieriamo
perché la nostra lingua, le nostre ciance
rimangono sempre vivi e non moriranno mai.