sabato 24 giugno 2017

NOI SCRITTORI VIII



Alberto Rizzi - La metamorfosi

Lo sapevo che sarebbe finita così; me la sentivo. E fesso io che ho sempre dato retta agli amici, che dicevano in coro di non preoccuparmi, che il tempo aggiusta tutto e son crisi passeggere… E qualcuno ci faceva pure dell’umorismo, già che c’era.
Un fidanzamento da favola, una luna di miele da favola; poi, dopo qualche mese di matrimonio, le prime crepe. Mia moglie che comincia ad accampare scuse, che comincia a farsi musona; che ti fa osservazione per uno spillo fuori posto, e sembra che le cerchi apposta le occasioni per sminuirti. Che poi si sa, in quanti ci saremo passati, in mezzo ad un andazzo del genere?
E io, con pazienza, a sopportare, a cercare il dialogo.
A volermi assumere ad ogni costo le colpe, pur di far andare avanti il rapporto; pronto persino ad andare dallo psicologo, che quasi subito finì col dirmi: “Guardi, lei è assolutamente normale, e anche queste crisi, appena dopo il matrimonio, lo sono.”
Fesso. Anzi fessi tutti e due: lui a sparare di queste cazzate e io ad andarci.
Con l’andare del tempo le cose non miglioravano per niente, anzi a livello di rapporti fisici si erano fatte per me quantomeno imbarazzanti: il massimo della soddisfazione lei lo ricavava facendomi mettere in ginocchio; e mentre mi masturbavo, lei - standomi dietro con addosso solo una specie di camice da infermiere - mi colpiva con forza in testa con una ciabatta, gridando “Dalli alla blatta! Dalli alla blatta!”.
“Un semplice, banale caso di invidia del pene. Una cosa da niente, che si risolverà da sola col tempo.”, sentenziò come al solito lo psicologo deficiente.
E poi altri segni premonitori, altre frasi: “Quando non riesci a capire, perché non usi le antenne?”; oppure: “Smettila di toccarmi, con tutte quelle zampacce!”.
Avrei dovuto capirlo; e fare qualcosa. Invece niente, solo pazientare e sperare: del resto, quando c’è l’amore di mezzo…
Così ora sono qui, mi ha rinchiuso di soppiatto mentre mi lavavo i denti, e da quasi tre giorni mi trovo nel bagno del nostro appartamento al dodicesimo piano di un condominio pieno di vicini di merda, perché tanto è inutile gridare: perché nessuno sa nulla di nessuno, nessuno sente nulla, e se sente fa finta di nulla.
Sono tre giorni che ormai tiro avanti solo con sorsate d’acqua dal rubinetto, ma credo che lei abbia proprio deciso di finirla; è uscita venti minuti fa e di sguincio dalla finestrella posso vederla: è lei quella che sta ritornando qui dal centro commerciale di fronte. È quella che spinge decisa un carrello colmo solo di bombolette di insetticida.
            Adesso ho capito cosa vuole fare.

            Che Dio m’aiuti.


Andrea Micolini - Dono

Sto
Come una lanterna
Nella tua mano


Claudio Reverberi - Che non ti venga in mente

Siamo tutti schedati, scannerizzati
dentro ai server rinchiusi, memorizzati
non osare rifarti una vita, un profilo
o verrai formattato, rigenerato
tu sei quello
che vuole il Sistema
al suo posto, al suo ovile
per te
questo è un problema?

Tu vuoi… ragionare?  Pensare?
Ma cosa ti frega! 
Prova l’ultima moda, senti questa pastiglia
tira a campare… tieni famiglia!

Ma se questo non basta
se proprio insisti
così proprio resisti… sììì?

Ragazzi, cambiate i Livechips al Ventuno
quel rompi…. Ecco fatto, ora sei tutto nuovo
rilassati, puoi tornare in famiglia
tra poco
va in onda il Flusso Supremo
vedrai che meraviglia!


Claudio Sgarbi - Il Carnevale

Solo un altro evento si avvicinava a tale magia ed era costituito dalla preparazione dei carri per il carnevale.
A dire il vero in tale occasione sembrava che fossero gli adulti  a trasformarsi in bambini, con i loro preparativi segreti, i loro travestimenti, la scelta e la preparazione del carro… erano i primi tentativi di corso mascherato che trovarono poi maggior fortuna a Viareggio e a Cento, i primi Carnevali del dopoguerra dove i nostri genitori cercavano di ritrovare quella gioia un po’ crassa  e ridanciana di quegli anni che avevano perso nei tribolamenti e negli affanni della guerra: si cercava di esorcizzare miserie e paure di un ventennio e di ricostruire quell’identità e quella comunanza paesana e popolare attraverso, una pacificazione cercata attraverso il ritrovamento delle nostre radici padane, delle tradizioni, delle sagre, delle feste e perché no, del Carnevale.
Il Magazzino del nonno si trasformava per una decina di giorni in atelier di prova, in laboratorio artigianale artistico e giorno dopo giorno prendevano forma le sagome e le caricature che sarebbero poi sfilate sul carro di carnevale.
C’era anche un clima di competizione fra quartieri e famiglie che sollecitava gli sforzi per aggiudicarsi il premio finale della giuria riservato al miglior carro: tutti si lavorava in gran segreto all’allestimento e alla preparazione del proprio carro per vivere alla grande quel magico giorno… e il premio non era solo l’esibizione e la vittoria, ma anche la settimana di inevitabili sfottò che sarebbero stati riservati ai perdenti.


Elio Caterina - Cane

Non è il collare
a infastidirmi
ma
la voce
che insiste     
nel volermi
ammaestrare


Fabio Meloncelli - Colori

Cosa c'è di più triste di un albero secco
in primavera, o di un bimbo che lascia
i suoi giochi all'aperto quando
viene la sera.
Com'è triste un cane che abbaia ai
passeri, i suoi unici amici, legato
ad una catena; e non sai se è lui o
il padrone che fanno più pena.
E ancora, cosa c'è di più triste nel
vedere morire questo meraviglioso
creato, quando in giorno assolato
vedi che ormai tutto è sporco ed
inquinato.
Sembra leggendo che tutto sia
nero, ma è che a volte si spazia
lontano dal vero, e che a seconda
dei vari momenti si vede la 
vita con i colori dei sentimenti.
Potendo passare in un solo 
istante dal buio più cupo, alla
luce di un mezzogiorno...
raggiante.


Francesca Lavinia Ferrari - DIMMELO ANCHE SE NON È VERO

dimmelo perché ne ho bisogno
dimmelo, siamo palme e foglie

quindi a primavera
devi dirmelo più forte;

prosegui dai fianchi al cuore
dell’estate

dimmelo nelle ultime gemme
dell’autunno

e congela questo intento
in un germe d’inverno:

sarà utile per noi
quando alcuna voce potrà più

raggiungerci


Giacomo Ingrami - La voglia di dimagrire

Io ti vedo preoccupata
mangi solo l’insalata
e portarti fuori a cena
garantisco, mi fai pena

Tutti i giorni vai in palestra
non mangi mai un po’ di minestra
balli zumba e fai l’acquagin
non mangi più nemmeno i tortellini

Con la voglia di dimagrire
anche gli altri fai patire
e poi si vede chiaramente 
che ci soffri da morire

Le tue curve arrotondate
non son mica esagerate 
ti dirò che al posto giusto
aumentano solo il gusto. 


Giusy Stefani - Settembre distratto

In questo niente la luna canta
sulla strada del mondo
dagli incontri dimenticati.
Canta irrequieta e si porta via il cuore.
Io cammino sui passi del vento
e regalo al mare pensieri dispersi.
Guardo il cielo avvolta da un silenzio
di foglie gialle, come la rosa dal
profumo di rame.
In un settembre distratto.
Resta un raggio inatteso e lontano
come un cristallo di ghiaccio.
Torno sul prato di quando ero bambina
e resto qui sola, più sola di sempre.
Sottile nostalgia di un vento
che non torna più.


Jean Bassmaji - I terroristi

I terroristi 
violenti, crudeli 
con il cervello riempito
di nulla
uccidono 
senza sapere chi uccidono.

I terroristi
sono quelli che non sudano
per una emozione
sono quelli che credono 
in un Dio che non c'è.

I terroristi
sono quelli che hanno un cuore 
che non palpita 
per amore.

I terroristi 
sono quelli che ritornano 
ad uccidere la stessa persona 
che non hanno mai conosciuto.

I terroristi
sono quelli che 
devono uccidere la loro anima 
che non c'è.


Nerina Ardizzoni - Gli spumini

D'inverno a casa della nonna
la zia preparava gli spumini,
con lo zucchero e il chiaro delle uova;
montava a neve gli albumi
e li metteva a cuocere nel forno della stufa,
“Sono pronti? “ “No, non aprire”,
“Smettila o ti arriva uno scapaccione”.
Erano una bontà,
dolci, rosa, appena sfornati.
I grandi guardavano per televisione
“Una tragedia americana”
e la nonna piangeva,
perché avevano assassinato una donna,
ma a me e a mio cugino
interessava solo lo spumino!


Oriano Tommasini - Notte di luna piena

Rischiari la nostra notte
assonnata,
di luce riflessa,
nella sfera stellata.
Incanti con il tuo bagliore
e sei temuta per il tuo mistero,
influisci magicamente
sugli umori della gente,
sulle maree e sulle nascite,
sul carattere e sugli amori,
sulla vita delle piante,
la tua sfera protegge e dà forza
alle gestanti e alle partorienti.
Sei mutevole come una bella donna,
sei la stella delle grandi passioni,
e forse per questo,
tanto amata e temuta,
hai ispirato leggende e superstizioni,
e... con il tuo splendore,
la dea incantatrice sei per noi.


Roberto Roganti - Rimpianto

"Verranno tempi migliori..."
       e intanto si rinuncia
       e a forza di rinunciare
muore anche la voglia

Quello che si sarebbe potuto fare
viene rimandato al dì del mai
       e intanto il tempo trascorre inesorabile
       e noi perdiamo i pezzi cammin facendo

Ci ritroveremo poi tutti al mare
       sull'ultima spiaggia
consci di esserci smarriti

       "nei gorghi del tempo..."


Roberto Vezzelli

Quelle nuvole del due di giugno 
nella brezza serale 
dal cortile di via Ganaceto 
edera stretta al muro scrostato 
Su 
fino al terzo piano 
un abisso di solitudine 
nella domenica pomeriggio 
voci dallo stadio 
scarpe nuove 
lucide 
non andai al funerale 
mi dissero che se ne era andata 
giorni dopo
cercai di vedere il suo viso
in quelle nuvole


Rosario Castronuovo - Il volo

È di sole il bagaglio  
sofferto il viaggio,
libero affronto ancora il destino
e la mia nuova vita
                                          
stringo una spada di paglia
cerco e accetto tutte le sfide,
conquisto regni di fiaba
tesori e storie fantastiche
   
scolpite sulla fronte e nel cuore
ho occhi di grano e gemme
ricordo crocifissi piantati tra i sassi, 
feste d’aria, sete e fame

traumatico viaggio sul treno che puzza
mi riscopro poeta e pittore
un mondo sfocato, ammuffito
formiche dai gesti frenetici sbirciano
                                                 
diffidenti manichini mi annusano
esempi di vita per statue di gesso
in angoli che non conosco;
ricordo grida tra gente di mare

sono larghi e lucenti i miei voli
in cerchi concentrici sempre più alti,
cerco albe che ho perso
hanno rubato i miei sogni lontani


Simona Gulluà - Ti ho sognata

Ti ho sognata
lunghe chiome bionde
profumo d’incenso tra onde di rovi
cascano come azzoppati
i ricordi di un tempo lontano
di labbra rosse fuoco
e trecce che corrono sulle tue forme.

Ti ho amata
nelle notti di luna piena
parole insonni scandivano tenerezze
distratte fantasie d’amore
poggiano leggiadre sul letto tumultuoso
due gocce in un oceano di raso nero
si tengon per mano.

Ti ho persa
in un giorno di pioggia violenta
battente sulle finestre del dolore
tu non sei più viva
ed io non ho mai avuto coraggio
nel sogno sei più vera di me
portami nel perdono perché io non sono capace.


Stefano Benati - Pensiero

Ti pensai talmente tanto
quella notte in cui, il sonno
a dispetto delle mie intenzioni, mi prese,
che continuai a vederti nel sogno.

E ricordo bene che, quando
mi svegliai o credetti di farlo,
ero stretto tra le tue braccia,
quel pensiero mi aveva riportato da te.

Non so se fosse fantasia o la realtà,
dopo averti perduta, ti avevo ritrovata,
tanta gioia non meritava di essere sprecata,
richiusi gli occhi e… non li riaprii mai più.


Vanna Bassoli - Poesia

Le emozioni mi scoppiano nel cuore
e lentamente
senza far rumore
nella testa
diventano parole...
Io non so cosa sia
ma se le scrivo
qualcuno la chiama Poesia.