lunedì 10 luglio 2017

Adelaide Cremonini - Nano Pancetta




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Nano Pancetta poteva chiamarsi un nano fortunato, perchè aveva avuto in eredità da una vecchia zia zitella ed un po' stramba, un grosso mucchio di monete d'oro, con la  raccomandazione di godersele tutte, dalla prima all'ultima...
Che bel dono, no?
Eppure, a pensarci bene, quel dono non era per niente bello! E, soprattutto, non portò affatto fortuna a Nano Pancetta che, per godere il suo danaro, si sentì in dovere di vivere senza lavorare e questa fu una disgrazia per lui, perchè da un Nano giudizioso,  attivo e  bravo  come  era  lui,  prima  dell'eredità,  saltò  fuori  uno scansafatiche di prima forza, un golosaccio impenitente ed un egoista maiuscolo.
I suoi fratelli Sottile, Testatina, Tuttofuoco, Boccabuona, erano preoccupati per il suo avvenire :
— Che ne sarà di lui quando avrà finito il gruzzolo della zia? Ci troveremo davanti ad uno spostato, senza voglia di lavorare, senza un mestiere e con delle cattive abitudini! Ah! com'è stata senza giudizio la zia Tecla! Ma ormai il male è fatto, Pancetta vive la sua vita dissipata e non ci vuol dar retta.
C'è da augurarsi che quel danaro finisca presto!...
Di questo parere non era Nano Pancetta, adagiatosi assai di buon grado in questa sua nuova vita di Michelaccio. Mangiare, bere ed andare a spasso erano veramente le sue occupazioni. Pensava a sè ed al suo pancino e si rimpinzava di cose buone. Sarebbe andata sempre così?
Mah! Lo vedremo nelle prossime pagine. Comincerò col raccontarvi quel che gli accadde una volta per il suo smisurato amore alle lasagne ed alle cotolette coi tartufi che andava a mangiare in un magnifico locale caratteristico nel bosco, alla insegna della Trattoria di Cuoca Perfetta.
All'epoca del racconto, Pancetta era un nano di mezza età, il che vuol dire un Nano ancora abbastanza giovane dalla barba brizzolata appena quel tanto da renderlo interessante e con un po' di pancia, ma appena un pochino...
Aveva messo al sicuro la somma della zia Tecla, l'aveva nascosta in mezzo al bosco, nel tronco cavo di una vecchia quercia fulminata. Nessuno certamente avrebbe mai immaginato che là fosse riposto il tesoro di Pancetta, anche perchè era una cosa tanto stupida e imprevidente nascondere del danaro in un luogo simile; persino la bestiola più sciocca del bosco non vi avrebbe pensato.
E, qualche volta, anche nella vita gli sciocchi hanno fortuna, perchè per molto tempo il tesoro parve al sicuro. Quando Nano Pancetta aveva bisogno di danaro faceva una passeggiatina verso sera nel più folto, affondava una mano nel vano della quercia, si riempiva le tasche di monetine e... le andava coscienziosamente a spendere nella trattoria preferita o dal droghiere, dal salumiere, dal pasticciere del Paese dei Grilli che era situato in mezzo ad una vasta distesa di prati e che, per essere un paese di pianura, pareva agli abitatori delle montagne fornito di ogni comodità. Un Eden addirittura.
Ed in quell'Eden che vocìo, che movimento nei giorni di mercato! E quante belle monetine di meno, al ritorno, nelle tasche dei Nani!
Se Pancetta amava il Paese dei Grilli, non amava meno le sue comodità; si era costruito una bella casina piena di ogni ben di Dio, proprio a due passi dalla Trattoria di Cuoca Perfetta, molto comoda perchè, senza nemmeno uscire di casa, il nostro amico poteva sapere, dal profumo che emanavano le vivande cotte, quando era ora di andare a mettere i piedi sotto la tavola di Cuoca Perfetta.
Finito di fare colazione o di cenare, se era bel tempo, Nano Pancetta si sedeva sotto una pianta che era davanti a casa sua e faceva girare vorticosamente un pollice attorno all'altro, tenendo intrecciate le altre dita sulla pancia.
Gira e rigira, finché un bel sonnellino digestivo veniva a chiudergli gli occhi...
Oh! vita beata! ma non certo adatta ad un Nanetto pieno di vita e di energia come Pancetta. Vegetava, non viveva, vi pare?
Potete capire da soli quante delle belle monetine della Zia Tecla andavano a finire nelle taschine della Cuoca Perfetta che era brava a cucinare, ma sapeva bene il fatto suo e, quando si trattava di farsi pagare da Pancetta, non guardava tanto per il sottile...
— Tanto — diceva fra sè — per la fatica che fa Pancetta a guadagnarseli...
Ma torniamo al nostro amico e seguiamolo in questa avventura un po' buffa ed un po' seria...