giovedì 20 luglio 2017

Raffaello Talò

di Giovanni Celico

A volte, in questo frenetico andare e consumarsi delle ore, dei giorni, delle settimane e degli anni, trascuriamo le "cose migliori", dimentichiamo o sottovalutiamo eventi, personaggi, storie, ecc., che, invece, sono e si rivelano fondamentali per la nostra e per la esistenza delle generazioni presenti e future, su cui, probabilmente, si giocherà anche il domani di tutti. E' il "caso" riferibile a Raffaello Talò, un giovane artista "polivalente", che abbiamo "rincontrato per caso nei giorni scorsi", soprattutto un pittore, di ingegno elevatissimo e geniale, ormai "proteso" all'Expo di Milano del 2015, ove esporrà alcune delle sue "opere fondamentali", che vive tra il centro Europa e il continente Americano, con un occhio alla lontana...o vicina Australia. E' nato a Lauria, il 21.9.1966, Raffaello Talò, anche se la famiglia, ormai da anni, si è stabilizzata a Praia a Mare, e risiede e lavora, con continuità, in Lombardia (quante intelligenze...perde questo martoriato sud in una diaspora che non ha avuto e non ha più fine): ha conseguito la Maturità d'Arte Applicata e il Diploma di Laurea all'Accademia di Belle Arti a Catanzaro, maturando la sua formazione artistica grazie anche a numerose manifestazioni, sopratutto all'estero, Canada, cui ha partecipato, sia per "personali" che per "collettive", insieme a vari ed affermati artisti di livello internazionale. In un "saggio" pubblicato su "Italiannews", prestigiosa rivista del settore, a proposito dell'arte di Raffaello Talò, si legge (l'abbiamo appreso con una certa emozione e commozione) "forse un giorno i segni e i simboli verranno decodificati come una complessa iconologia e verrà scoperta una sintesi dove gli influssi appresi della Magna Grecia e le culture europee si incontrano", e, ancora, "ritiene", Raffaello, "che le sue origini sono importanti per attingere a nuove esperienze linguistiche contemporanee", perchè, "sebbene egli vive e lavora al nord, i tesori trasmessi dal rispetto della sua origine e dai segni mediterranei sono la fonte del suo pensiero, della sua creatività"!


Certo, l'ansia esistenziale di questo artista, ormai completo, riempe le sue creazioni che ormai sono presenti nei maggiori centri mondiali di arte e cultura e che come si legge sulla rivista di cui sopra "mostra all'osservatore la via, come l'emigrante vaga senza meta tra terre incerte" (che grande e profonda similitudine). Raffaello Talò è dunque un "vagabondo" che non può essere fedele ad uno stile particolare ma che ha lo sguardo "spalancato" sul mondo e soprattutto sulla creazione di nuovi fenomeni artistici. Questo lucano, naturalizzato...calabrese, adesso innestato in Lombardia, è in cammino verso l'Expo 2015 di Milano, come già accennato, con una "valigia" ricca di sogni e di speranze, per aprire un nuovo orizzonte, non solo per se stesso, ma anche per tanti, probabilmente per tutti quanti gli "emigranti" che da queste terre....sono partiti o stanno...partendo...in cerca di un domani migliore.






Speriamo che l'Expo prossimo sia e diventi, concretamente, il "sognato" e "sospirato" trampolino di "lancio definitivo" per questo "figlio del sud" che onora comunque le terre...di origine e la famiglia di provenienza (modesti lavoratori che hanno sacrificato tutto per i figli).

Ma la Regione Calabria e la Regione Basilicata non potrebbero, sinergicamente, per esaltare un "loro figlio", impegnarsi per una grande...mostra itinerante delle sue (magari insieme ad altri artisti che si sono inseriti altrove...lontani) migliori creazioni? Sarebbe una "cartina di tornasole" che potrebbe far superare questo "trascurare" che sembra invece imperare in tutte le "azioni pubbliche dei nostri amministratori", impegnati in altre e probabilmente più importanti...faccende!


 Un personale ricordo a conclusione: oltre venti e più anni or sono, generosamente, Raffaello Talò ci regalò un suo dipinto che conserviamo gelosamente (un bambino ripiegato su un pallone con un sogno segreto: l'affermarsi...con il calcio, con le proprie forze) ed è su queste..."onde" che vogliamo augurare al nostro amico artista, anche a nome dei "compaesani tutti lucani e calabresi", che tifano pur non conoscendolo, il successo che merita.