lunedì 17 luglio 2017

Sandro Penna (Perugia 1906- Roma 1977)

di Nerina Ardizzoni

Sandro Penna nasce a Perugia, nel 1906, da Armando e Angela Antonione Satta, ha due fratelli minori, Beniamino ed Elda. La madre si trasferisce a  Pesaro con la figlia e lascia i due figli maschi col padre, quando quest'ultimo torna dalla guerra ammalato di sifilide.
Nel  1925 Sandro si diploma in ragioneria, ma è attratto dalla letteratura.
La scelta di scrivere poesia avviene intorno al 1928. Legge Alvaro, Cardarelli, Govoni, Ungaretti, Saba e Montale. Sperimenta i primi difficili innamoramenti, sempre omosessuali.  Si trasferisce a Roma, perché i rapporti con il padre peggiorano e la città umbra gli sembra chiusa; cerca invece di riavvicinarsi alla madre. Lavora tra Perugia e Roma in modo saltuario, facendo diversi mestieri: il contabile, il commesso di libreria, il correttore di bozze e il mercante d'arte. Entra in contatto con il mondo dei letterati grazie alla conoscenza di Umberto Saba, nel 1929 e all'incontro con artisti fiorentini. Dal 1937 per due anni vive a Milano e  lavora come correttore di bozze presso Bompiani, e come commesso alla Hoepli.
Nel 1939, pubblica la prima raccolta di versi, il successo ottenuto lo porta a collaborare con alcune importanti riviste dell'epoca, come “Corrente”, “Letteratura”, “Il mondo”". Nel 1943 muore il padre, Sandro Penna si trova in difficoltà economiche, lo aiutano gli amici,  Roberto Bazlen gli commissiona alcune  traduzioni e altri amici pittori gli regalano (o vendono a basso prezzo) delle opere che lui cerca di piazzare a collezionisti e gallerie.
Nel 1950 viene pubblicato il suo secondo libro di versi, con il titolo di Appunti. Nel 1955 viene  pubblicato il racconto Arrivo al mare e nei due anni seguenti  Una strana gioia di vivere e la raccolta completa delle sue Poesie, che gli fa ottenere, nel 1957, il Premio Viareggio.
Del 1958 la  pubblicazione di Croce e delizia, 
Nel 1964 muore la madre e il poeta, che fino ad allora ha vissuto in semi-povertà, si trasferisce a casa di lei. Vive una vecchiaia precoce, per dormire usa molti sonniferi, esce poco e quasi mai di giorno. Nel 1970 appare, presso l'editore Garzanti, il suo libro Tutte le poesie, in quello stesso anno gli viene assegnato il Premio Fiuggi. Nel 1973  vengono pubblicati alcuni racconti con il titolo Un po' di febbre.
Nel 1977 viene pubblicato il volume Stranezze, per il quale, nel gennaio del 1977, gli viene assegnato il Premio Bagutta, ma le condizioni di salute non gli permettono di ritirare il premio,  poco tempo dopo morirà.
Dopo la morte vengono pubblicati diversi inediti, e la sua pudica omosessualità non viene più considerata scandalosa. 
Sandro Penna “poeta esclusivo d'amore” raggiunge i risultati migliori quando si affida, sul piano stilistico, a componimenti brevi, quasi epigrammi.. 

Io vivere vorrei addormentato

Io vivere vorrei addormentato
entro il dolce rumore della vita.


Il rumore dell'alba
Come è forte il rumore dell'alba!
Fatto di cose più che di persone.
Lo precede talvolta un fischio breve,
una voce che lieta sfida il giorno.
Ma poi nella città tutto è sommerso.
E la mia stella è quella stella scialba
mia lenta morte senza disperazione.
Composta domenica 1 marzo 2015


                    Già mi parla l'autunno. Al davanzale
                    buio, tacendo, ascolto i miei pensieri
                    piegarsi sotto il vento occidentale
                    che scroscia sulle foglie dei miei neri
                    alberi solo vivi nella notte.
                    Poi mi chiudo nel letto. E mi saluta
                    il canto di un ragazzo che la notte,
                    immite, alleva: la vita non muta.


Mi avevano lasciato solo
nella campagna, sotto
la pioggia fina, solo.
Mi guardavano muti
meravigliati
i nudi pioppi. soffrivano
della mia pena. Pena

di non saper chiaramente...

E la terra bagnata
e i neri altissimi monti
tacevano vinti. Sembrava
che un dio cattivo
avesse con un sol gesto
tutto pietrificato.


Nel chiuso lago, solo, senza vento
Nel chiuso lago, solo, senza vento
La mia nave trascorre, ad ora ad ora.
Fremono i fiori sotto i ponti. Sento
La mia tristezza accendersi ancora.



Fonti