lunedì 10 luglio 2017

Stefanie Golisch - Love story

di Alberto Rizzi

Stefanie Golisch, scrittrice e traduttrice è nata nel 1961 in Germania e vive dal 1988 in Italia. Ultime pubblicazioni in Italia: “Luoghi incerti”, 2010 Terrence Des Pres: “Il sopravvivente. Anatomia della vita nei campi di morte”, a cura di Adelmina Albini e Stefanie Golisch, 2013. “Ferite. Storie di Berlino”, 2014.


Love story

Lunedì sera.
Cinque persone in un vagone della metropolitana.
Uno comincia a parlare,
gli altri giocano con il cellulare.
Siediti accanto a me.
Mi chiede il mio nome,
gli dico un nome e aggiungo: stanca.
Anche lui dice un nome.
Sei fermate ancora.
È andato a teatro, ma si è annoiato a morte.
Mi chiede se faccio la contabile e
si scusa subito.
Dice che nessuno è contento della propria vita.
Io si invece.
Lui: non ci credo.
Chiudo gli occhi, la vie, la vie, quelle connerie la guerre…
Riapro gli occhi.
Chiede se qualche volta possiamo bere un caffè insieme.
Dico che non ho mai tempo perché devo volare.
Dice che mi farà un paio di ali.
Rispondo, grazie.
Mi alzo.
Capolinea.


“Love story” è una perfetta scena cinematografica in bianco e nero: da un campo medio (forse con stacchi da punti di vista diversi), a primi piani con campi e controcampi; e con un dialogo che, nella solitudine dei personaggi (solitudini evidentemente vissute in maniera diversa dai due), lascia intuire tutti quei “prima” e “poi”, che la sensibilità del lettore riuscirà a immaginare.
La poesia è anche un eccellente esempio, di come un accadimento banale possa esser trasposto in poesia, senza alcuna forzatura linguistica e giocando solo sul ritmo che il dialogo stesso fra i due protagonisti fa nascere. E un momento di riflessione, su come la contaminazione di generi e di forme d’arte (scrittura poetica e cinema, in questo caso) possa funzionare alla grande, in presenza di adeguata sensibilità e di un buon mestiere.
Campo medio sulla protagonista che, di spalle, esce dalla porta appena aperta del vagone, mentre nessuno dei passeggeri rimasti la guarda. Dissolvenza in grigio.